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<title>Triares</title><link>http://www.therightnation.net/dblog/</link>
<description>Triares</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Quando la scienza fa paura]]></title>
	<description><![CDATA[Nel periodo pi&ugrave; tecnologico e scientificamente avanzato che l'umanit&agrave; abbia conosciuto, la scienza spaventa sempre di pi&ugrave;. Se i miti dello scienziato pazzo, interpretati nella letteratura in vario modo da Frankestain in poi, si sono delle volte incarnati nella realt&agrave; sembrano non avere una rilevanza nella questione, la superstizione di base delle persone, l'ignoranza, la mistificazione, sono sicuramente responsabili di quel movimento detto pseudoscienza. La notizia da cui prendo spunto &egrave; quella di una ragazza che muore di diabete dopo aver lasciato perdere la cura a base di insulina per usare rimedi omeopatici.
L'omeopatia &egrave; appunto emblematica: il fatto che una terapia che non funziona non abbia funzionato non sorprende nessun uomo di scienza, ma per gli omeopati &egrave; ovvio in quanto "l'omeopatia non cura tutto". Cura, dice la dottoressa (?) Crespi "influenze, le allergie, i reumatismi, l'ansia, l'insonnia, i problemi di stomaco". In pratica tutte quelle malattie che si curano da sole o soggette a cicli in cui sono pi&ugrave; o meno forti. La rivista Lancet ha dimostrato con due articoli che l'effetto dell'omeopatia &egrave; praticamente identico a quello placebo. Significa che se ho mal di testa e mi danno un liquido che dicono mi far&agrave; passare il dolore, il dolore diminuir&agrave;, anche se era solo acqua. Le medicine solitamente debbono dimostrare che il loro effetto &egrave; superiore all'effetto placebo e quelle omeopatiche (che spesso sono solo acqua)non ci sono mai riuscite, nonostante i vari tentativi.
Questo ci porta a chiderci il perch&egrave; di questo rifiuto della scienza ufficile. Gli omeopati assomigliano pi&ugrave; a una setta che segue una religione, che a dei liberi cittadini che si curano con una terapia. Chi da retta a le pseudoscienza si comporta in maniera simile. L'astrologia ad esempio raggira troppi italiani ogni anno per far si che la scienza non dica nulla, ma quando lo fa, sembra suscitare un effetto opposto. Allo stesso modo basta vedere quante persone continuano a ritenere vere le cosidette "scie chimiche", nonostante le obiezioni ragionevoli che vengono fatte. Per non parlare dei complottisti dell'undici settembre: idee, errori, mistificazioni, tipiche di una pseudoscienza, con adepti che la seguono come una religione.
Tutti sembano dimenticare tutto quello che la scienza e la sua branca pratica, la tecnologia, hanno fatto per il nostro benessere di vita, per facilitarci in ogni campo. Si danno quelle scoperte come assodate, scontate, ma quando si ha a che fare con un argomenti, idee, notivazioni che portano a pseudoscienza, si creano immediatamente seguaci da ogni parte.

Allora chiediamoci: se la scienza fa cos&igrave; paura perch&egrave; ce ne serviamo ogni giorno?]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5323]]></link>
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	<dc:date>2008-05-18T14:21:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>La destra non manca</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Avanti così!]]></title>
	<description><![CDATA[Sono sempre pi&ugrave; insistenti le critiche che arrivano in questi giorni all’operato del Governo Italiano, pi&ugrave; in particolare del neoministro dell’Interno Maroni, sempre pi&ugrave; apprezzato, almeno dal sottoscritto (il quale ne aveva gi&agrave; una buona considerazione).

Unione Europea, Spagna, Chiesa, Libia. Tutti in questi giorni stanno criticando l’operato del Ministero dell’Interno per arginare il problema immigrazione clandestina. "Da qualche pulpito", verrebbe da dire.

Non penso sia necessario ricordare i precedenti di ognuno dei soggetti sopra citati, penso basti ricordare che la Spagna mette il naso nell’operato del Governo Italian, anzich&eacute; pensare al proprio problema "clandestinit&agrave;". Sono loro infatti, coloro che, nello Stretto di Gibilterra, sparano ai barconi pieni di persone provenienti dall’Africa. E sono ancora loro coloro che, a difesa delle loro enclaves, hanno messo delle reti capaci di ferire chi tenti di scavalcarle. Per&ograve;… coerenti questi Spagnoli.

Libia: ci accusano di essere gli autori di un piano mirato all’eliminazione di centinaia di africani, di "povere vittime" del mostro Italiano… beh, evidentemente mentre ce ne andavamo dalla Libia dobbiamo aver per sbaglio messo nelle nostre valigie i loro cervelli, dato che ne sembrano privi. Provocatori, null’altro.

Unione Europea: solo una cosa da dire, tante parole ma pochi fatti. Siamo sempre pi&ugrave; lontani dal sogno dell’Europa Nazione, grazie a questo "cancro" all’interno del nostro amato Vecchio Continente.

Per quanto riguarda il nostro Governo, avanti cos&igrave;! Era ora che venissero presi dei seri provvedimenti, speriamo che non finiscano in "sei giorni e sei notti di gloria"!<img src="/dblog/template/standard/gfx/smile_occhiolino.gif" alt="; - )" />

AVANTI!]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5322]]></link>
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	<dc:date>2008-05-18T13:59:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Il mio mondo - Il blog di Ricky</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Scandalo mense a Genova: è farsa!]]></title>
	<description><![CDATA[UN POLITICO COINVOLTO AMMETTE DI ESSERE STATO PAGATO DA UNA AZIENDA…MA SOLO PER “INTRODURLA” A PALAZZO… L’IMPRENDITORE ERA PREOCCUPATO PERCHE’  C’ERANO VOCI DI APPALTI  IRREGOLARI… DA BUON FILANTROPO HA PAGATO 12.000 EURO PER AVVISARLI
La bufera politica che ha coinvolto l’amministrazione di sinistra del Comune di Genova e su cui sta indagando il pm Pinto che ha chiesto al Gip 6 ordini di custodia cautelare ancora all’esame del magistrato, si arricchisce ogni giorno di qualche nuovo elemento e dettaglio. Stamane sono le dichiarazioni rese al Secolo XIX da uno degli inquisiti, l’ex consigliere comunale diessino Claudio Fedrazzoni, a tenere banco. Accusato di essere stato lui a presentare agli altri politici del Pd coinvolti l’imprenditore piemontese Alessio, titolare della societ&agrave; di catering per mense Alessio carni, Fredrazzoni ammette di aver adempiuto a questo compito, attraverso un pranzo organizzato in un esclusivo ristorante genovese.
All’incontro erano presenti i due assessori Morettini e Striano e il portavoce del sindaco, Stefano Francesca. Per questa “presentazione”, secondo quanto da lui dichiarato, Fedrazzoni avrebbe ricevuto una “consulenza” da Alessio di circa 12.000 euro. Quale sarebbe stato lo scopo dell’incontro, secondo l’accusato?
Dato che Alessio aveva sentito strane voci sulla gestione dei servizi mensa al Comune di Genova che sarebbero stati pilotati a favore di qualche azienda, “voleva avvisare e mettere in guardia” i commensali e auspicare che tutto venisse fatto regolarmente. Un filantropo, in pratica, che paga 12.000 euro a un politico affinch&egrave; gli organizzi un pranzo con altri politici “che contano”, per avvisarli di stare attenti agli appalti.
Fedrazzoni, ex sindacalista Cgil e dirigente della Compagnia Unica dei portuali genovesi, sostiene che la sua consulenza fin&igrave; l&igrave;. Dalle contestazioni emergerebbe che successivamente sarebbe stato predisposto un intervento per affidare alla Alessio carni una consulenza sul gradimento delle carni, da parte del Comune, ma che poi, alle prime avvisaglie della inchiesta in corso, tutto sia precipitosamente rientrato.
Da punto di vista politico, se la Sinistra cerca di mostrarsi compatta a difesa della Giunta, emergono forti critiche dall’Italia dei Valori che sembrerebbe sul punto di chiedere il ritiro del suo assessore all’interno della coalizione che guida il Comune di Genova. A quel punto la crisi sarebbe inevitabile.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5321]]></link>
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	<dc:date>2008-05-18T11:14:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
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	<title><![CDATA[lo scandalo mense si allarga: barcolla la giunta di sinistra]]></title>
	<description><![CDATA[PARTITI PER LA TANGENTE …SI DIMETTONO I DUE ASSESSORI E IL PORTAVOCE DEL SINDACO, INQUISITI PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE…
Le uniche luci accese ieri pomeriggio a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova, pare fossero quelle delle torce dei militari della Guardia di Finanza che rovistavano nei cassetti e in tutti i luoghi accessibili ai tre inquisiti dal pm Pinto. Perquisizioni decise in tutta fretta, in quanto la fuga di notizie e la loro anticipazione sui giornali cittadini ha determinato il timore di un occultamento delle prove a carico di due assessori comunali dell’attuale giunta Vincenzi, Massimiliano Morettini e Paolo Striano, del portavoce personale del sindaco, Stefano Francesca, di due ex consiglieri comunali, Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, tutti uomini del Pd. A cui si aggiunge un dirigente regionale di livello elevato, Giuseppe Profiti, attualmente presidente del Bambin Ges&ugrave; di Roma.
Vediamo meglio chi sono i tre principali inquisiti: intanto tutti facevano parte del Comitato elettorale del Sindaco, essendone i principali organizzatori. Stefano Francesca &egrave; ritenuto il consigliere e il braccio destro, oltre che il portavoce del sindaco. Ne curava l’immagine, &egrave; esperto di comunicazione, un passato ai massimi livelli a Telecitt&agrave;, emittente di propriet&agrave; delle Coop. A lui si deve l’organizzazione della campagna elettorale della Vincenzi e quella della Notte Bianca; ha avuto incarichi di livello dal Pd nazionale nell’ambito della comunicazione. Considerato un rampante, pare che anche la procura di Pavia stia indagando su di lui per le consulenze nell’ambito del Festival dei Saperi.   Massimiliano Morettini &egrave; l’assessore dalle mille deleghe ( tra cui giovani, centro storico e immigrazione), ma un recente passato di presidente dell’Arci e portavoce del Genoa Social Forum, ai tempi del G8 , stretta osservanza diessina.  Paolo Striano, assessore allo sport, &egrave; stato capogruppo della Margherita, ex presidente Aics e consulente aziendale.  Secondo l’accusa gli indagati avrebbero costituito il nucleo di una vera e propria associazione a delinquere, un “comitato di affari” con compiti ben suddivisi: chi il referente politico, chi l’aggiustatore di appalti, chi doveva segnalare le gare pi&ugrave; “appetitose”. Il magistrato ricostruisce tutta una serie di incontri e pranzi tra l’imprenditore Roberto Alessio ( titolare della Alessio Carni) con Francesca, Morettini e Striano, dove sarebbero stati fissati appalti e tangenti. Sarebbe stato l’ex consigliere com. DS Claudio Fedrazzoni a presentare l’imprenditore piemontese sulla piazza di Genova, tutti interessati all’appalto delle mense dell’Asl 2 di Savona per 15 milioni di euro. Successivamente, andato a buon fine “l’affare” a Savona, si sarebbe creato il “comitato di affari” anche a Genova.  Appalti pilotati, pagati con consulenze fittizie, su cui farebbero testo ben 600 pagine dell’inchiesta del pm, correlate da intercettazioni telefoniche e ambientali inequivocabili. Le perquisizioni di ieri hanno riguardato sia le abitazioni private degli inquisiti che uffici del Comune , della Regione, della Asl.   Nel pomeriggio di ieri i tre principali indagati hanno rimesso il mandato nelle mani del Sindaco che le ha accettate con riserva, in attesa dello sviluppo delle indagini. Il centrosinistra genovese &egrave; visibilmente sconcertato, oltre che preoccupato. Gi&agrave; diviso al proprio interno, in difficolt&agrave; a gestire persino la propria maggioranza spesso spaccata in Consiglio, sta paurosamente barcollando e non si esclude una crisi politica a breve, nonostante il disperato tentativo di “serrare le fila”. Molto dipender&agrave; dagli ulteriori sviluppi della indagine da parte della magistratura…]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5320]]></link>
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	<dc:date>2008-05-17T14:04:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L’ora dell’esasperazione]]></title>
	<description><![CDATA[Giro di vite sull’immigrazione. Nella giornata di ieri sono arrivate dure contestazioni all’Italia da parte del vicepremier spagnolo, De La Vega: il nostro sarebbe un Paese razzista.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5319]]></link>
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	<dc:date>2008-05-17T08:40:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alex Menietti</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ai confini dell'impero...consigli utili per non vivere una politica da guardoni]]></title>
	<description><![CDATA[C’e’ una pericolosa tendenza che sta aleggiando nel Centrodestra, dopo la vittoria elettorale e l’insediamento del nuovo Governo: quella di “sedersi” sullo strapuntino della “vittoria elettorale”, della spartizione delle cariche e incarichi, di quanto ” si sta per fare”. Premesso che quanto indicato nel programma si dovr&agrave; tramutarlo in fatti concreti e risolutivi, &egrave; indubbio che il centrodestra vive un periodo di “luna di miele” e di “grande aspettativa” da parte degli Italiani. Quanto e se durer&agrave; questa fase dipender&agrave; da come il Governo riuscir&agrave; a risolvere i problemi degli Italiani. Pu&ograve; contare su un premier dalle grandi capacit&agrave; organizzative e “fascinatorie”, unico vero leader senza il quale il treno PdL si sarebbe fermato in aperta campagna gi&agrave; da tempo in attesa di riparazioni urgenti.
Ci sono stati nella scelta degli uomini di Governo e nei discorsi al Parlamento aspetti positivi: niente trionfalismi, appelli realistici a sacrifici, apertura al confronto con l’opposizione, volont&agrave; di mettere a punto interventi su criminalit&agrave;, sicurezza, aiuti alle famiglie, emergenza rifiuti, a stretto giro di posta.
E’ un governo composto da qualche uomo di livello elevato ( Tremonti in primis) e da molti mediocri, ma con un leader che riesce a motivare anche l’alunno pi&ugrave; svogliato, contagiandolo con il proprio entusiasmo. Non sono mancati, dobbiamo riconoscerlo, cadute di stile non da poco: non essere riusciti a nominare i viceministri ad es., per i veti incrociati di AN e Lega su Mantovano e Castelli, una scelta dei sottosegretari ( e anche qualche ministro) basata sul Manuale Cencelli e non certo sulla base delle competenze, l’incongruenza di aver nominato sottosegretario Piazza, segretario di un partito, la DC, che non ha neanche avuto un voto e aver lasciato fuori “la Destra” ( che ne ha avuto 1 milione), quando si poteva tentare una ricucitura.
I soliti toni in eccesso di Bossi che risultano irritanti: Maroni non vuole Mantovano come viceministro perch&egrave; gli toglie visibilit&agrave;, ma Matteoli alle Infrastrutture avrebbe dovuto accettare Castelli come vice, perch&egrave;, parole di Bossi, “altrimenti chi le fa le strade al Nord? “… E’ risaputo, infatti, che nessuna strada o autostrada &egrave; mai esistita al Nord prima dell’avvento della Lega… pensi a chi ha costruito la Genova - Serravalle il senatur e la finisca di dire cazzate: non siamo tra i bulli da osteria, state governando con degli alleati che vi devono rispetto certo, ma a cui voi dovete altrettanta gratiitudine: con l’8% in Italia da soli non si va neanche a gestire i pedal&ograve; a Rimini.
Parlando di cose serie, ricordiamo che in termini economici la detassazione degli straordinari e l’abolizione dell’Ici sulla prima casa costano 4 miliardi di euro e da qualche parte vanno trovati. Se Tremonti si indirizza su banche e petrolieri siamo suilla strada giusta, vedremo…
Per l’emergenza criminalit&agrave;, vi sono molte idee e progetti interessanti, ma andiamoci cauti con i facili entusiasmi. Facile dire: via gli zingari, fuori i clandestini, pene pi&ugrave; severe, contestiamo il reato di immigrazione clandestina, tutti fuori dai confini chi non &egrave; in regola, proroghiamo a 18 mesi i Cpt. Creare troppa illusione finirebbe per diventare controproducente se non si realizzassero le promesse. Non basta il programma, se poi mancano gli agenti per individuare i clandestini, se non hanno mezzi, risorse e copertura finanziaria.
A Roma di notte girano 12 volanti, a Genova 3: con quelle andiamo a fermare gli irregolari che delinquono? E quando li fermiamo dove li portiamo? In Liguria non esiste un Cpt ad es. e per localizzare un sito il Comune di sinistra ha sempre rifiutato ogni soluzione. E se fermiamo un irregolare siamo sicuri che poi un magistrato non trovi un modo per contestare” l’interpretazione della norma”. E se si prepara un progetto di legge siamo certi che poi la Comunit&agrave; europea non lo respinga, in quanto non in linea con il trattato di Schengen? E gli oltre 500mila irregolari che per&ograve; non delinquono, ma lavorano magari in nero come badanti o muratori e che sono gi&agrave; in Italia, li vogliamo mettere alla stregua dei criminali? Come vedete un conto sono i testi di legge, un altro creare un quadro complessivo di applicazione concreta. E su queste cose, occorre discutere, abituarsi anche a suggerire o contestare, a partire dalla periferia dell’Impero. Basta con le deleghe in bianco a una classe politica che, una volta eletta, si dimentica spesso di confrontarsi con gli elettori. Ma basta anche con una “poltica da guardoni” come se, messa una croce su un simbolo, il pi&ugrave; fosse fatto. Il Centrodestra deve in periferia “ritornare a fare politica”, a spiegare “cosa si fa” e “come si fa”.
Ma anche, partendo dalla periferia, portare al Centro le esigenze e le idee che emergono. A Roma non ci sono scienziati: tolti i fannulloni, qualche affarista e qualche maneggione, rimangono anche persone per bene che sanno ascoltare. Ascoltano se parlate, non se state zitti.
La Sinistra recuperer&agrave; consensi perch&egrave; sa muoversi sul territorio, non facciamoci illusioni. La classe politica periferica &egrave; fondamentale per veicolare le nostre idee, ci sono belle intelligenze anche non a Roma, basta saperle motivare.
Un Governo si logora quando si allontana dalla sua base, non per gli attacchi degli avversari. La battaglia anti-Casta deve essere una priorit&agrave;: moralizzazione e socialit&agrave;. Cos&igrave; si cambia il nostro Paese.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5318]]></link>
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	<dc:date>2008-05-17T05:17:45+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Incontro Silvio - Walter con tarallucci e vino]]></title>
	<description><![CDATA[Questa mattina il capo dell'esecutivo ha concesso mezz'ora di colloquio al leader dell'opposizione. Questo incontro era programmato per poter cercare di sviluppare una serie di argomenti che il governo possa portare avanti con la collaborazione dell'opposizione in quanto problemi di primaria importanza per la sopravvivenza della nazione. Il tutto nell'atmosfera di cordialit&agrave; che sta caratterizzando questo inizio di legislatura. Per la maggioranza che si appresta a governare &egrave; un po' come dire all'opposizione: &quot;Se volete collaborare senza rompere le palle, bene! Altrimenti facciamo da soli quello che dobbiamo fare.&quot; Insomma: o cos&igrave;, o pom&igrave;! Era quello che Walter e tutti i suoi amici allora al governo predicavano di volere fare una volta che era caduto il loro governo. Ma naturalmente lo avrebbero fatto occupando ancora le poltrone del governo pur essendo stati cacciati dagli Italiani. Alla fine ci aveva provato anche Marini, pur di non darla vinta al centro-destra. Ma non era riuscito nemmeno lui a mettere in piedi questa cordata perch&egrave; ormai tutti si rendevano conto che il popolo voleva le elezioni e il potere doveva essere restituito al centro-destra al quale era stato scippato nelle elezioni farsa del 2006. Quelle dell'annuncio della &quot;vittoria&quot; da parte della vergognosa Unione, dato alle tre di notte, tra le luci e le ombre della notte. Ora le cose sono tornate al loro posto naturale e Berlusconi concede il dialogo che, persa la faccia, avrebbero voluto &quot;concedere&quot; loro e che non avevano invece voluto concedere quando Berlusconi glielo aveva offerto subito dopo quella &quot;vittoria&quot; con 250.000 voti in meno al senato. Occupando, al contrario, tutte le massime cariche dello stato in stile Staliniano. Bene! Berlusconi ha avuto ragione e adesso si mettono i puntini sulle i: noi concediamo il dialogo all'opposizione per parlare di alcune riforme. Se ci stanno, bene! Altrimenti abbiamo i numeri per farle da soli. Anche gli apprezzamenti di Berlusconi verso la funzione del governo ombra (di se stesso) va nella stessa direzione: &quot;Bravi bambini sconfitti! Giocate pure a fare i ministri.. Ma le cose serie lasciatele fare agli adulti. Toh! Vai a prendere il gelato!&quot; Quindi anche se nell'incontro c'&egrave; stato un intermezzo nel quale sono stati offerti pasticcini, non credo che per il momento si possa parlare di tarallucci e vino tra governo e opposizione. Tutto fa ancora parte di una grande tattica di infinocchiamento di Berlusconi nei confronti dell'opposizione. Non so dire per quanto tempo ancora l'opposizione si far&agrave; manovrare in questo modo, ma l'alternativa &egrave; peggiore: la continua perdita di consensi a causa dell'evidente incapacit&agrave; di stare seriamente sulla scena politica del Paese. Le Barricate]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5317]]></link>
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	<dc:date>2008-05-16T22:35:39+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Le Barricate</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[La brava professoressa antifascista della Valcuvia,]]></title>
	<description><![CDATA[Un’insegnante nella sua classe di Scuola Media Statale chiede dinnanzi a tutti gli studenti se il padre di uno di loro avesse la gelateria in un paese limitrofo. Il giovane risponde affermativamente; l’insegnante, allora, chiede un’ulteriore conferma ponendo un nuovo quesito: “… allora &egrave; quello che si &egrave; candidato con il partito de La Destra?” Lo studente, “identificato” ora, risponde di essere il figlio di colui che milita in quel partito, ed infine l’insegnante, dinnanzi ai suoi studenti, risponde stizzita: “mi dispiace, ma, pur facendo un ottimo gelato, non metter&ograve; pi&ugrave; piede nella gelateria di tuo padre, visto che &egrave; de La Destra”.

Ogni commento mi sembra superfluo...
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5316]]></link>
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	<dc:date>2008-05-16T18:38:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Starsandbars</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[2068]]></title>
	<description><![CDATA[Il Presidente degli Stati Uniti George Bush &egrave; stato ieri ospite a Gerusalemme, e ha tenuto un discorso alla Knesset, il parlamento israeliano.
Nessun accenno alle odierne questioni tra Palestina e stato ebraico, ma un discorso pi&ugrave; centrato su un sogno, una speranza futura, che forse &egrave; utopia.
"Nel 2068, tra altri sessant'anni, il medio oriente sar&agrave; formato solo ed esclusivamente da stati democratici e pacifici: dall'Iran alla Palestina, dall'Iraq alla Siria".
Ha assicurato il pieno e totale appoggio dei 300milioni di americani nei confronti di Israele, e denuncia la politica di Ahmadinejad, accusato di voler "riportare il medio oriente nel medioevo".
Insomma una forte e inequivocabile dimostrazione di fedelt&agrave; allo stato d'Israele da parte del Presidente americano uscente, che infine attacca l'Onu, colpevole di "passare pi&ugrave; pi&ugrave; mozioni sui diritti umani contro la pi&ugrave; libera democrazia del medio oriente che contro qualsiasi altro Paese".
Ci sar&agrave; un motivo, o no?
Insomma il legame tra Stati Uniti e Israele si consolida ancora di pi&ugrave;.
I reali motivi di questa fratellanza non sono certo quelli che i media ci presentano, che sono e restano esclusivamente di facciata: lotta al terrorismo, scontro di civilt&agrave;, democrazia esportata in medio oriente e altre baggianate non c'entrano proprio nulla.
E' ovvio che si tratta di due Nazioni fortemente imperialiste, sotto ogni punto di vista: politico, militare, economico.
Israele ha bisogno degli Stati Uniti, e gli Stati Uniti hanno bisogno di Israele.
Israele rappresenta, per gli Usa, un'importante base in medio oriente, da difendere a tutti i costi per garantirsi un trampolino di lancio verso la corsa al petrolio; gli Usa rappresentano invece un sicuro allaccio per Israele grazie al quale &egrave; stato possibile costruire uno stato indipendente sulle macerie di un popolo intero.
Gli Stati Uniti sono storicamente legati ai valori ebraici, basti vedere la fortissima influenza della massoneria nella politica americana, e l'ingresso nella Seconda Guerra Mondiale.
Questi due Paesi sono i veri dominatori del mondo: dettano il taccuino mondiale sui pi&ugrave; importanti temi economici, politici e bellici.
Il legame con il capitalismo ultra-liberista e il mondialismo globalizzatore sono altissimi: lo scopo &egrave; la creazione di una sorta di impero universale, non necessariamente politico ma sicuramente economico, attraverso il quale dominare il mondo.
Sappiamo benissimo di come l'economia sia, storicamente, affara interno alle comunit&agrave; ebraiche mondiali. Ne segue che la tattica americana &egrave; questa: allearsi con Israele per far parte della classe dirigente economica mondiale.
Fondamentale &egrave; anche il controllo verso la popolazione, esercitato grazie ai mass media, anch'essi in mano a numerosi appartenenti alla comunit&agrave; ebraica, cosa che accade anche qui in Italia.
In questo modo la mente dell'elettore democratico viene fortemente influenzata e plasmata col solo fine di non farlo pensare, e di conseguenza evitarne una ribellione che risulterebbe disastrosa, e che fino ad oggi costituisce l'unico nostro mezzo di liberazione da questo oppressivo giogo di potere politico, economico, miltare e psicologico.
Siamo oggetti, considerati come un branco di capre da rendere e mantenere innoquo.
L'economia liberista sta distruggendo le Nazioni: grazie ad essa non vi sono pi&ugrave; confini, e la colonizzazione, che un tempo era esercitata solo dal punto di vista militare, diviene possibile anche dal punto di vista economico.
E' guardando proprio in casa statunitense che possiamo renderci conto di quanto globalizzazione e libero mercato possano riuscire a nuocere agli interessi di una Nazione: l'economia americana appartiene, per il 10%, a imprenditori arabi. Un'altra ingente fetta &egrave; asiatica, in particolare cinese, ma anche israeliana.
Nel caso in cui i miliardari di questi Paesi decidessero, per esempio come conseguenza a una decisione politica, di ritirare il proprio denaro presente nella banche americane, l'economiastatunitense subirebbe un crollo pari a quello del 1929.
Non a caso Bush andr&agrave; alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, e proprio recentemente ha cancellato la Cina dalla lista dei cosiddetti "Stati-canaglia".
E' quindi evidente che, grazie al liberismo, &egrave; possibile controllare massicciamente la politica di uno Stato straniero.
L'autonomiae l'autodeterminazione non esistono pi&ugrave;, ed &egrave; colpa del liberismo, del mondialismo, della globalizzazione, del capitalismo.
Ed eccolo qui il piano dell'impero universale illustrato in tutta la sua precisione. Dominare il mondo attraverso l'economia e il possesso dei mezzi di produzione.
E nel frattempo, sopprimere con violenza (non sempre fisica) ogni tipo di opposizione, anche attraverso le ondate migratorie che vengono indirizzate soprattutto verso l'Europa, col fine di distruggerne dall'interno la societ&agrave;, la cultura e la tradizione.
Gli immigrati sono una risorsa da sfruttare per gli industriali: garantiscono mano d'opera a prezzo irrisorio e a costi nulli. Vengono sfruttati silenziosamente, e chi propone di aiutarli a casa loro attarverso un nuovo sistema economico, pi&ugrave; altruista e solidale, che non miri a sfruttare il terzo mondo e che eviti di adoperare le risorse naturali nella folle maniera con cui sono adoperate oggi, viene tacciato di razzismo, di nazifascismo, e magari anche di antisemitismo.

Questo &egrave; il mondo in cui viviamo, questa &egrave; la nostra democrazia liberale della giustizia, della libert&agrave; e dell'uguaglianza.
Prima della Seconda Guerra Mondiale eravamo coscienti di vivere sotto una dittatura e di essere in possesso di una libert&agrave; limitata.
Ma oggi siamo convinti di essere governati da capi responsabili, democratici e liberali. Non abbiamo idea del potere reale ed effettivo che questi esercitano su di noi.
E questo s&igrave; che &egrave; molto peggio.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5315]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5315</guid>
	<dc:date>2008-05-16T15:28:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>In God We Trust</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Bufera giudiziaria sulla giunta di sinistra a Genova]]></title>
	<description><![CDATA[PERQUISITO L’UFFICO DEL PORTAVOCE DEL SINDACO, COINVOLTI DUE ASSESSORI: L’ ACCUSA E’ ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, CORRUZIONE E CONCUSSIONE… SI PARLA DI MAZZETTE PAGATE PER AGGIUDICARSI LE MENSE SCOLASTICHE
Mentre scriviamo queste note, la Guardia di Finanza sta operando diverse perquisizioni a Palazzo Tursi, sede del Comune di Genova. Su mandato del Pm Francesco Pinto, sono stati perquisiti gli uffici del portavoce e  segretario personale del Sindaco, Stefano Francesca e di un paio di assessori, Massimiliano Morettini e Paolo Striano (entrambi Pd): sono stati portati via diversi computer e altro materiale. Una bufera giudiziaria si sta abbattendo sulla Giunta di sinistra del Comune di Genova, come anticipato stamane dal Secolo XIX, nell’ambito di una inchiesta su un presunto giro di mazzette pagate dal titolare di una ditta piemontese di catering, per aggiudicarsi i servizi delle mense scolastiche genovesi. Le indagini, condotte dal pm Francesco Pinto, coinvolgerebbero i due attuali assessori della Giunta di Sinistra, due ex consiglieri comunali di sinistra della Giunta precedente, lo stretto collaboratore dell’attuale Sindaco.  Indagato anche Giuseppe Profiti, ex direttore generale in Regione, ex vicepresidente dell’ospedale Galliera a attualmente presidente del Bambin Ges&ugrave;, uomo molto vicino alla Curia genovese. Le accuse sono pesantissime: associazione a delinquere, corruzione, concussione e turbativa d’asta.  In citt&agrave; si parla anche della possibilit&agrave; di imminenti arresti… Esistono migliaia di pagine di intercettazioni telefoniche, estese anche ad altre citt&agrave;. Alla base dell’accusa ci sarebbero appalti e consulenze relative alle mense scolastiche, la manutenzione degli impianti e la pulizia, cifre nell’ordine di qualche decina, massimo qualche centinaia di migliaia di euro.  Gli indagati sarebbero stati pagati attraverso consulenze. Il materiale raccolto &egrave; enorme e chiama in causa  altri personaggi del mondo politico e imprenditoriale genovese.  Una bomba devastante per il centrosinistra genovese che vede indagati diversi suoi esponenti.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5314]]></link>
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	<dc:date>2008-05-16T13:54:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[...ma per fortuna che c'è di pietro!! ]]></title>
	<description><![CDATA[Chi, come me, si diletta a tempo perso, a fare vignette e battute, pi&ugrave; o meno brillanti, l’uscita di scena della sinistra arcobaleno e di altre macchiette,  &egrave; stato un duro colpo. Mi sono chiesto: ed ora come si fa senza pecorina scania, diliberto, bevtinotti, luxuria e compagneros?
                  Cosa volete, veltroni, finocchiaro, soro, sono elementi scarsamente significativi, anche dalemallah ormai ha fatto il suo tempo, per non parlare di mortazza. Poi vedendo in tv le dichiarazioni di voto sulla fiducia ( che stomaco che ho avuto) mi sono rasserenato. Ci sono dei degni sostituti: i parlamentari dell’ Italia dei valori automobilistici ed immobiliari, sono, infatti, riusciti a sostituire degnamente, con il loro forbito linguaggio, gli scomparsi….
E allora,parafrasando Gaber,diciamo: ma per fortuna che c’&egrave; di pietro!!!
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5313]]></link>
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	<dc:date>2008-05-16T12:11:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>sarcastycon</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Una poltrona per due?]]></title>
	<description><![CDATA[In questa due giorni di dibattito Parlamentare che hanno fatto da preludio al voto di fiducia, ottenuto senza alcun problema dal nuovo premier, abbiamo assistito ad un cambiamento di rotta della politica italiana. Berlusconi ha parlato in maniera chiara, senza che dubbi possano scorgersi all’orizzonte. A questo punto va per&ograve; registrata la reazione del leader dell’opposizione e, in base a questa, quali siano i possibili scenari che ci attendono. Con le parole di “W” si &egrave; chiuso il cerchio del rinnovamento, esse sono servite da coronamento e da definitivo battesimo alle volont&agrave; della maggioranza espresse dallo scranno riservato al Presidente del Consiglio. Come sintetizzare dunque in pochissime battute quello che &egrave; emerso? Come calcolare la circonferenza del dibattito? Due sono le parole chiave: “dialogo” e “consociativismo”, ma anche conventio ad escludendum per le altre forze parlamentari. Affinch&eacute; vi sia il primo il secondo deve essere lasciato da parte, ed il primo garantisce l’esclusione degli altri (Udc e Idv). Il dialogo vero e proprio comincia oggi, nell’incontro programmato tra i due vertici, ma affinch&eacute; si possa parlare definitivamente di collaborazione &egrave; necessario che questo sia cadenzato in una serie di incontri che si ripetano nel tempo. Il secondo termine conviene non poco a Berlusconi, anche se alla lunga potrebbe essere pericoloso. Conviene perch&eacute; nell’immediato esso significa sottomissione del Pd in cambio di possibili futuri vantaggi ( uno spoile system non troppo spinto che garantisca fette di potere anche agli uomini di Veltroni), nonch&eacute; una ingessatura che renderebbe flebile l’opposizione parlamentare. Alla lunga questa stessa sottomissione ed ingessatura, questa flebile opposizione, sarebbe destabilizzante per il partito di Veltroni rendendolo un fastasma, in buona sostanza i suoi membri finirebbero per accorgersene e comincerebbero a camminare con le loro gambe fuori da logiche di accordo. Berlusconi questo lo ha capito ed &egrave; per questo che si muove adesso sulla stessa lunghezza d’onda di Veltroni volta ad escludere il consociativismo. Al premier serve un partner tutt’altro che frastornato, diviso e possibile preda di quell’ala sinistra del partito che potrebbe ritornare ad ingrossare la sinistra delle piazze. È necessaria una opposizione consapevole, decisa a fare la sua parte in quel tratto di strada comune che affonda le sue motivazioni in quella somiglianza di linee programmatiche venute fuori in campagna elettorale. Certo anche nel caso del dialogo programmato il rischio di quanti vi possano vedere una grossa coalizione ufficiosa, presente appena sotto lo strato delle apparenze &egrave; pur sempre reale, converrete che se queste convergenze avranno successo per i primi provvedimenti diverr&agrave; poi complicato tirarsi indietro sulle scelte economiche e sociali, quelle sulle quali c’erano, in definitiva, maggiori punti di contatto.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5312]]></link>
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	<dc:date>2008-05-16T11:23:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Osservatore di Romano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Scandalo slot machine]]></title>
	<description><![CDATA[Si tratta di una cifra pari a tre finanziarie, tra crediti non riscossi e penali calcolate, la somma derivante dallo scandalo a cui il quotidiano genovese, “il Secolo XIX”, ha dedicato mesi di approfondita indagine, arrivando ai piani alti della politica e alle connivenze mafiose collegate alla gestione delle slot. Ne hanno parlato anche Beppe Grillo e “Striscia la Notizia”, ma tutto sta per essere messo a tacere, attraverso una intesa trasversale in Parlamento.
La vicenda traeva origine dal fatto che, per legge, come una slot machine veniva installata in un esercizio commerciale, essa avrebbe dovuto essere collegata ai Monopoli di Stato, in modo da monitorarne le giocate e prelevare il 12% di tasse sull’incasso della slot. Accadde invece che per svariati mesi migliaia di macchinette, gestite da dieci concessionarie, non fossero affatto collegate e pertanto lo Stato non abbia incassato un euro. Ovviamente ci&ograve; ha determinato un illecito introito da parte delle concessionarie stesse e un danno erariale allo Stato. Intervenne la Corte dei Conti che, sulla base tra l’altro della convenzione esistente e firmata da ambo le parti, stim&ograve; il danno subito dallo Stato, con relative penali previste, in circa 90 miliardi di euro, condannando le concessionarie a versare gli importi dovuti e il direttore dei Monopoli, Giorgio Tino, a pagare 1,2 miliardi di euro. Sono state sanzionate le dieci societ&agrave; in questa misura : Atlantis con 31 miliardi, Cogetech con 9,4 miliardi, Snai con 8,1 miliardi, Lottomatica con 7,7 miliardi, Cirsa con 7 miliardi, Hbg con 7 miliardi, Codere con 6,8 miliardi, Sisal con 4,5 miliardi, Gmatica con 3,1 miliardi, Gamenet con 2,9 miliardi. Tutte dovranno comparire l’8 dicembre dinanzi alla Corte dei Conti del Lazio, ma i “santi protettori” dei concessionari si sono mossi in tempo, modificando la Convenzione. Ma andiamo per gradi: scoppiato lo scandalo, erano state fatte delle audizioni di fronte alle Commissioni parlamentari, erano sfilati dirigenti dei Monopoli e titolari di concessionarie davanti a deputati di tutti gli schieramenti che avevano “stranamente” preso le difese delle societ&agrave;, invece che dell’Erario. Si ascoltarono interventi improntati a sanzionare ma con “ragionevolezza”, in modo “commisurato”, strani concetti giuridici. Addirittura due deputati della Rosa nel Pugno formalizzarono una proposta di ” rivedere, anche retroattivamente, le condizioni della convenzione e il termine del 31 ottobre 2004&#8243;. Spostando in avanti la data del sistema operativo di controllo delle slot, poteva cos&igrave; non farsi rientrare la data degli accertamenti fatti dalla Corte. Effetto finale? La sparizione dei 90 miliardi di euro. Ora sono arrivati a stipulare una nuova convenzione che cancella la vecchia, in cui si stabilisce che nessuna penale &egrave; dovuta dal concessionario in caso di ritardo nel pagamento della quota del 12% di tasse dovuto allo Stato …Se un cittadino tarda &egrave; sanzionato, ma se un concessionario tarda a versare milioni di euro…si chiuder&agrave; un occhio. Tutto previsto da un esperto che aveva sentenziato: ” Se fosse abolita la sanzione per il futuro, anche le somme richieste per il passato sarebbero cancellate”. In queste societ&agrave; concessionarie, che agiscono come le “dieci sorelle” in regime di monopolio, sono rappresentati uomini legati a vari partiti, in modo trasversale. Un esempio per tutti: sapete chi &egrave; il legale rappresentante della Atlantis, la societ&agrave; cui la Corte dei Conti chiede 31 miliardi di euro, la cifra pi&ugrave; alta in assoluto? Amedeo Laboccetta, storico esponente napoletano di An, appena rieletto alla Camera dei Deputati…E’ il caso che chi ha interessi e affari con la pubblica Amministrazione rivesta un ruolo in Parlamento? Evidentemente per Fini &egrave; opportuno, l’importante &egrave; non essere pi&ugrave; figli di un dio minore, il resto non conta.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5311]]></link>
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	<dc:date>2008-05-16T05:27:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ma che III Repubblica:siamo tornati al Compromesso Storico ed alle Larghe Intese !]]></title>
	<description><![CDATA[Pericolosissimi Fascisti/Nazisti picchiatori (invece che semplici delinquenti assassini che con la politica non hanno nulla a che vedere) percorrono le strade italiane, ma &egrave; soprattutto il fatto che torna alla ribalta Pino Rauti, ancora una volta indagato per la strage di Piazza della Loggia, ed al quale va tutta la mia solidariet&agrave;. Proprio mentre in Parlamento la Nuova Democrazia Cristiana, costituita dal PdL di Giulio Berluscotti ( e non per nulla oggi sia Cossiga che Andreotti hanno votato la fiducia a questo governo ormai da me sempre pi&ugrave; lontano)e di Arnaldo Finani, apre a larghissime intese col Nuovo Partito Comunista di Enrico Veltroner, magari in proiezione di una rapida riforma delle Legge Elettorale in vista delle prossime Elezioni Europee, per impedire che la Destra, fermata dallo sbarramento in queste ultime elezioni, possa organizzarsi e portare qualche parlamentare in Europa, alla faccia di questo neo-regime che si sta instaurando. Grazie al "volemosebbene" di questo Parlamento composto da deputati che il popolo non ha certo scelto, ma che sono stati imposti in base a scelte che avrebbero accontentato vari gruppi di potere, indipendentemente dal fatto che a vincere sarebbe potuto essere ora uno ora l'altro degli schieramenti di centro/centro oppure di centro/sinistra. Cos&igrave; vedremo un Berlusconi sempre pi&ugrave; irriconoscibile e lontanissimo da quello che bastonava comunisti e neo-comunisti presto a braccetto di Veltroni,aggirarsi per una Roma probabilmente agghindata a festa per la vittoria dello scudetto, grazie ai vari giornalisti capitolini che agitano acque e mestolano nel torbido. E guarda caso, proprio nel giorno in cui Rauti viene rinviato a giudizio, a pochi giorni dell' ultima di campionato, scoppia una bolla di sapone intorno alla Mia Inter: sapete che sono molto pudico della mia passione nerazzurra su questo blog, per il rispetto di alcuni miei ospiti di altre fedi, e cerco di parlarne il meno possibile, ma non posso esimermi di commentare negativamente il fatto di come, anche per il calcio, oltre che per la politica, si possano strumentalizzare le notizie, in questa povera Italasia. Nella giornata in cui ho appreso, putacaso, ma proprio putacaso, che il compagno del neo-ministro Mara Carfagna non &egrave; altro che Marco Mezzaroma, nipote dell' influentissimo deputato forzista Roberto Mezzaroma, appartenente ad una famiglia di costruttori notoriamente giallorossi,come quel Pietro che affianc&ograve; Franco Sensi nell' acquisto della squadra di Ciarrapico.

Essai che trionfo per il neosindaco Al&egrave;Manno fare il giro di Roma con lo scudetto al collo, invece della Celtica,insieme ai suoi nuovi estimatori, Venditti ed Amendola: una vera manna ! Sepoff&agrave; ! Sepoff&agrave; ! L' inciucio all' amatriciana...

Povera Italia, Povera Italia !

]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5310]]></link>
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	<dc:date>2008-05-15T18:25:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Starsandbars</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'evoluzione della specie.]]></title>
	<description><![CDATA[Dal Caimano secondo nanni moretti
al..]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5309]]></link>
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	<dc:date>2008-05-15T13:59:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>sarcastycon</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Chi va a Roma non molla la poltrona]]></title>
	<description><![CDATA[IL SOTTOSEGRETARIO NON LIBERA IL POSTO DA DEPUTATO …LA LEGA IN LIGURIA DIVENTA IL “PAESE  DI BALOCCHI” …. A RIXI NON RESTA CHE TORNARE AL “VERDE” ALLA MAISON  ROBERTA DI CAMERINO
Come potete ammirare nella foto esclusiva che pubblichiamo qua a fianco, non si spegne l’entusiasmo del popolo ligure di centrodestra per la nomina dell’insigne giurista della Lega Maurizio Balocchi a sottosegretario alla Semplificazione. Come vedete anche i liguri sparsi nel mondo, emigrati a Broccolino in cerca di (giochi di) fortuna, hanno voluto festeggiare il re del Bingo facendosi immortalare dal fotografo in coppola d’ordinanza e con alle spalle i manifesti elettorali della “balocchi &amp; profumi”. Il primo atto politico di “semplificazione” di colui che d&agrave; lustro alla nostra Regione &egrave; stato quello di annunciare che non rinuncer&agrave; al posto da deputato, pur essendo stato nominato, per grazia umbertina ricevuta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Dopo che Castelli al Senato ha bloccato Ravera, ora &egrave; Balocchi a negare un posto a Edoardo Rixi, alpinista dilettante che non pensava , dopo una spedizione al Mato Grosso, di vedersi fare “un Mazzo Grosso” in padan&igrave;a, dopo aver macinato chilometri con le ronde notturne. Essendo persona fin troppo attenta al look, rimasto al “verde” sia in consiglio comunale che in Parlamento, a causa delle trame interne, potr&agrave; ritornare pur sempre alle sue origini professionali e alla maison Roberta di Camerino che non gli negher&agrave; certo una camicia  pisello “no stiro” estiva.  In verit&agrave;  Balocchi ha operato una semplificazione di sua competenza: tenersi strette tutte le poltrone…. Bossi l’ha parcheggiato nella casa di riposo “Cal de Roli”, in fondo “chi sa troppo” merita rispetto, minchia…. ( termine non padano, ma efficace nello specifico…).
Per i nostri lettori amanti delle epiche gesta di chi rappresenter&agrave; la Liguria del Centrodestra , facciamo seguire l’articolo, di  Marco Menduni e Ferruccio Sansa, pubblicato sul “Secolo XIX”  del 9 giugno 2007  dal titolo ” Il sogno infranto della Lega: autofinanziarsi con il Bingo….nelle societ&agrave; finite male anche il ligure Balocchi” . … una lettura istruttiva al di qua e al di l&agrave; del Po.

ROMA. Almeno in un campo la par condicio funziona. Il bingo e le slot machine. In tutti e due gli schieramenti i via libera al gioco, nel Duemila, ha scatenato una corsa verso nuovi mezzi di finanziamento. Dopo Ane i Ds, ora tocca alla Lega Nord. Se oggi il partito di Umberto Bossi stigmatizza, con le sue interpellanze, l’introduzione delle “mangiasoldi” nei Bingo e prepara addirittura un libro bianco sul sistema di scatole cinesi messo su dal centrosinistra per controllare il tombolone elettronico, in passato il Carroccio sub&igrave; la stessa, violenta fascinazione. Ma anche alla Lega and&ograve; male. Forse ancora peggio che ai compagni di sinistra.
I documenti su questa avventura sono al vaglio della Guardia di Finanza che sta ricostruendo l’enorme giro di affari che gravita o &egrave; gravitato intorno ai Monopoli e alle societ&agrave; concessionarie dei giochi. Un sistema da cui avrebbero cercato di trarre beneficio anche i partiti, proprietari direttamente o indirettamente di alcune societ&agrave; concessionarie.
Gli investigatori si chiedono: «Ammesso anche che non ci siano  profili di illegalit&agrave;, siamo sicuri che i partiti in quanto tali possano partecipare direttamente ad attivit&agrave; imprenditoriali che richiedono concessioni e permessi da parte degli organi dello Stato?».
La storia di oggi &egrave; incentrata su un personaggio politico ben conosciuto in Liguria e soprattutto nel Tigullio: Maurizio Balocchi, che &egrave; stato sottosegretario all’Interno con Berlusconi.
Anche Balocchi (un nome che sembra scelto apposta), protagonista di una serie di avventure imprenditoriali non coronate da grandi successi, fu tentato dal tombolone.
Scommessa tentata con un gruppo di amici, alcuni esponenti del Carroccio, altri comunque gravitanti in quell’area politica.La societ&agrave; si chiamava Bingo.Net, la “risposta padana” all’asse diessina che faceva perno sulle federazioni di tutta Italia. Non and&ograve; benissimo a Balocchi. I Monopoli non gli concessero il via libera
per aprire le sale a Rapallo e soprattutto a Chiavari (dove, ricorda un’interpellanza del  senatore Aleandro Longhi del 19 febbraio 2002, Balocchi era anche presidente del consiglio comunale) e lui apr&igrave; contenziosi amministrativi davanti al Tar. A Genova non and&ograve; meglio. Lo stesso Longhi denunci&ograve; che la sala aveva aperto «in modo abusivo in quanto mancante di concessione edilizia, di cambio di destinazione d’uso dei locali, di certificato di prevenzione incendi, di nulla osta relativo all’inquinamento acustico, di certificato di abitabilit&agrave; nonch&eacute; di autorizzazione sanitaria per i locali di  ristorazione ». E rimarc&ograve; la poca “eleganza” di un sottosegretario contemporaneamente gestore di sale Bingo. La sala di via Donghi chiuse poi i battenti Ma di chi era la Bingo Net, che, dopo cambi di sede, trasformazioni societarie, procedure fallimentari &egrave; oggi in liquidazione? Tra i proprietari che si dividono i diecimila euro del capitale sociale spiccano Maurizio Balocchi (6.500), Enrico Cavaliere (mille) e Mauro Damian (mille). Bisogna ora raccontare qualcosa del loro curriculum. Cavaliere fu compagno di avventura di Balocchi nella tentata impresa immobiliare leghista a Punta Salvore, in Istria. Cavaliere, poi diventato presidente del consiglio regionale veneto, fu progettista del complesso. Come investitori (nella Ceit srl) figuravano molti esponenti del Carroccio.  Il grande villaggio turistico doveva diventare “Il Paradiso dei Leghisti”. Fin&igrave; invece con il crac e una raffica di indagati.
Cavaliere torna in sella, sempre con Balocchi, nella Santex per gestire il casin&ograve; dell’Hotel Istria di Pola.Una vicenda chiusa con la vendita delle quote. La terza avventura del duo &egrave; proprio Bingo Net. Cavaliere sar&agrave; deputato della Lega dal 1996 al 2000 e componente del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato.
Nella Bingo Net c’era anche Roberto Faustinelli, deputato nella tredicesima legislatura eletto nel collegio di Orzinuovi. Il sito della Camera elenca una sola proposta di legge in cui Faustinelli figura come primo firmatario: “Disposizioni per la realizzazione dell’asse viario tra Orzinuovi e Brescia».
Nella Bingo.Net c’&egrave; anche Mauro Damian, lui pure finito nel buco nero del crac del “Paradiso” del Carroccio.
E la stessa Bingo.Net and&ograve; a fondo, nonostante il prestito che gli concesse la banca padana Credieuronord di cui lo stesso Balocchi e Stefano Stefani, un altro sottosegretario dell’epoca, erano amministratori.
Un istituto nato nel Duemila dopo una campagna a tappeto nelle sezioni della Lega, sollecitata con una lettera di Umberto Bossi.
L’obiettivo dichiarato era ambizioso: «Portare avanti gli ideali della Lega: la difesa del risparmio delle famiglie e della piccola e media impresa». I militanti ci credono. Affidano il loro denaro all’istituto. Vengono raccolte tremila sottoscrizioni fino a cento milioni di lire. Si parte con due sportelli a Milano e a Treviso, ma presto si capisce che l’avventura prende una brutta piega: il bilancio del 2003 si chiude con otto milioni di euro di perdite, dodici di sofferenze su 47 di impieghi. La tecnica creditizia pare piuttosto singolare: la met&agrave; delle sofferenze fanno infatti capo a cinque soggetti, tra cui la societ&agrave; Bingo.Net.
Nel maggio 2003 un’ispezione di Bankitalia fa emergere il dissesto. Una mezza dozzina di deputati del Carroccio rischia di essere coinvolta nel crollo. Centinaia di risparmiatori padani sono sul piede di guerra. A quel punto arriva il salvatore. Chi? Gianpiero Fiorani, allora numero uno della Banca Popolare di Lodi. Se la Lega non finisce a gambe all’aria, lo si deve proprio a lui. Che finoal2004 garantisce milioni di euro di finanziamenti al partito di Bossi e a molti suoi dirigenti. Il Carroccio offre come pegno la storica sede di via Bellerio, la scuola leghista di Varese e il prato di Pontida, dove ogni estate il popolo padano si riunisce sventolando le bandiere verdi. Cos&igrave; la Lega evita la bancarotta. E Fiorani spera di ottenere l’appoggio delle camicie verdi alla sua spericolata scalata ad Antonveneta e alla politica di Antonio Fazio, l’ex governatore di Bankitalia.
Sembra un discorso estraneo all’inchiesta sulle slot machine, sul Bingo e sul centro di potere che gravita intorno ai Monopoli. Ma gli uomini della Finanza non ne sono convinti.
«Nel Duemila tutti i partiti si dibattevano in complesse difficolt&agrave; di natura economica e finanziaria. L’arrivo del Bingo e dei giochi a scommessa sembr&ograve; per tutti un’opportunit&agrave; da sfruttare, anche muovendosi sul filo delle regole». Questo dimostra perch&eacute; sulla gestione dei Monopoli ci sia stato, da parte di tutto il mondo politico, un sostanziale silenzio, fino alla rivelazione del rapporto (pubblicato dal Secolo XIX) della commissione presieduta dal sottosegretario Alfiero Grandi, che sembra aver portato lo scompiglio in entrambi gli schieramenti.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5308]]></link>
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	<dc:date>2008-05-15T13:47:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[15 Maggio dedicato ai diritti dell’uomo]]></title>
	<description><![CDATA[Per oggi &egrave; stata lanciata una campagna di sensibilizzazione sui diritti dell’uomo. Si &egrave; chiesto a tutti i bloggers, pi&ugrave; o meno famosi, di dedicare un post a questo grave problema che mai come ora &egrave; stato seguito dai media.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5307]]></link>
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	<dc:date>2008-05-15T13:25:08+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alex Menietti</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Di pietra]]></title>
	<description><![CDATA[Di pietra, o se si preferisce di coccio, ovvero due modi per sottolineare la testardaggine dell’uomo. Testardaggine oggetto di studi sociologici ed antropologici che la vedono scaturire da modi di vita particolari. Proverbiale &egrave; quella nata dalla solitudine del pascolo ovino e “dell’erbal fiume silente” che crea squilibri comportamentali e della vita di relazione con i propri simili. Testardi erano i pastori molisani, sicura progenie di un altro molisano famoso, quel Toninino parlamentare che al suo cognome, in queste ore, si sta sforzando di essere fedele. Il cerchio si &egrave; chiuso e va notato come nel nuovo e mutato scenario della vita di relazione politica inaugurata da Silvio Berlusconi e, forse ancor prima, ne va dato atto, al suo rivale Veltroni con la creazione del Pd, ci sia ancora chi si ostini, cocciutamente, ostinatamente, testardamente, appunto, a vedere ed intendere la politica a suo modo. Lo ha dimostrato senza mezzi termini il “tintinnatore” di Montecitorio; lo ha fatto attraverso parole cariche di quell’antico odio che pare debba essere archiviato. “Bugiardo” si &egrave; sentito chiamare il premier, tra gli imbarazzi dei deputati; facce grevi, cupe e financo incazzate a destra, imbarazzate per l’apparentamento con Tonino a sinistra. Accuse pesanti sono state mosse, quelle ad esempio di “pensare ai propri interessi giudiziari, piuttosto che agli italiani”: sapore di antico conio. Di Pietro ha ribadito, tuffandosi a carpiato nel passato, che non vi sar&agrave; alcun dialogo con la maggioranza e lo ha ribadito tra gli applausi di quella sparuta ( 29 e la smorfia mai ci azzecc&ograve; tanto) compagine “valorista” cui Silvana Mura dettava i tempi delle ovazioni. Di Pietro con questo gesto vuole candidarsi come la sola ed unica opposizione possibile, quella dura e pura. Nella realt&agrave; delle cose egli ha voluto parlare a Caio perch&eacute; Sempronio intendesse. Mi riferisco al rapporto interno tra Italia dei Valori e Pd. Una linea netta di demarcazione tra i due modi di intendere l’opposizione, l’una propositiva e collaborativa, l’altra intransigente ed ottusa, che affonda i suoi motivi nella crisi dei giorni scorsi nient’affatto risolta. Alla scelta di Di Pietro di non partecipare comunemente ai gruppi parlamentari col Pd, a quella di Veltroni di lasciar fuori dal suo shadow cabinet gli esponenti. Di mezzo l’incolpevole Cavaliere, reo di aver dato vita, nell’interesse della nazione, e con l’ausilio di un avversario che si &egrave; dimostrato intelligente, ad un nuovo modo di condurre la politica italiana. (nella foto: Tonino)]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5306]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5306</guid>
	<dc:date>2008-05-15T10:07:42+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Osservatore di Romano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Bocciata la tassa sul lusso dalla Corte Costituzionale]]></title>
	<description><![CDATA[CHE FIGURA DA PIRLA: ORA LO SPOCCHIOSO SORU DOVRA’ RESTITUIRE 27 MILIONI DI EURO
La Regione Sardegna dovr&agrave; restituire indietro ventisette milioni di euro ai non residenti in Sardegna che possiedono una seconda casa sull’isola e ai possessori di seconde case che hanno versato la tassa sulle plusvalenze immobiliari secondo la tassa sul lusso approvata per la prima volta dal Consiglio regionale della Sardegna nel maggio del 2006. In totale si tratta si 36.823 contribuenti che hanno versato la tassa e che ora verranno risarciti dall’organismo regionale. Questo dopo la clamorosa bocciatura della tassa da parte della Corte Costituzionale nel febbraio di quest’anno. Sentenza che d&agrave; ragione ai non residenti nell’isola che possiedono una seconda casa per le loro vacanze e che hanno versato il balzello nelle casse della Regione. In realt&agrave; spesso questa tassa non colpiva certo i “milionari”, ma chi, emigrato in continente, aveva magari ancora in Sardegna una piccola casetta ereditata dai familiari e che costituiva quindi la base di appoggio per un vacanza estiva non certo all’insegna del lusso, di cui senza dubbio &egrave; maggiormente esperto il capitalista rosso Soru, governatore della Regione.
Per Soru si tratta di un vero e proprio smacco, visto che la Regione contava di recuperare, tra tasse sulle seconde case, maxi yacht sopra i sedici metri e aerei privati, la somma di 100 milioni di euro. Come dire che gli articoli 2 e 3 della legge regionale del maggio 2006 si sono rivelati un vero e proprio bluff, come denunciato dai partiti del Centrodestra locali che avevano contestato aspramente tale legge, evidenziando che essa avrebbe dato un colpo mortale all’economia turistica della Sardegna, facendo fuggire investitori e turisti, cosa che si &egrave; puntualmente avverata. Nonostante le critiche feroci, provenienti da pi&ugrave; parti, lo spocchioso Soru, con la sua aria da padreterno perenne, ripropose la tassa anche nella Finanziaria 2007, come se nulla fosse… A quel punto sono piovuti ricorsi sia da parte di associazioni che di privati cittadini e il caso &egrave; stato rimesso alla decisione finale della Corte Costituzionale che ha dato torto a Soru definitivamente. Per i turisti che trascorrono le loro vacanze in Sardegna &egrave; una vittoria. La Regione comincer&agrave; a rimborsare il maltolto attraverso la banca che ha in gestione la tesoreria della Regione e a tal fine si stanno predisponendo i relativi tabulati. Ricordiamo la presunzione di Soru in un dibattito televisivo con la Michela Brambilla, accusata di non conoscere alcuni dati economici della Regione dal “professor so tutto”…. Ora il saccente capitalista miliardario &egrave; scivolato sulla buccia di banana di “non conoscere le leggi dello Stato” e ha rimediato la figura del pirla, costringendo a un lavoro inutile ed extra i dipendenti regionali, che prima incassano e poi devono restituire il malloppo: e chi lo paga questo lavoro inutile ora? I cittadini gi&agrave; abbastanza vessati o chi ha sbagliato e ha perseverato nell’ errore? Ah gi&agrave; , dimenticavamo che lui non sbaglia mai, avranno sbagliato i giudici ovviamente, nessuno &egrave; alla sua altezza…anche quando viene spernacchiato come l’ultimo dei pirla da una sentenza .]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5305]]></link>
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	<dc:date>2008-05-15T05:32:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Censura? No! Lasciamo che si diano le martellate..]]></title>
	<description><![CDATA[Subito dopo aver assistito a trasmissioni tipo quelle di Santoro e Fazio, delle quali anche questo blog parla criticamente da sempre, a qualcuno torna in mente di riproporre &quot;la censura&quot;. Al contrario di molte menti fini, io sarei quasi d'accordo perch&egrave; penso che la libert&agrave; d'informazione non possa sconfinare nella libert&agrave; di diffamazione gratuita e per di pi&ugrave; senza possibilit&agrave; di difesa da parte del diffamato. Sicch&eacute;, a mali estremi, estremi rimedi. Ma poi penso che se tappiamo la bocca agli autistici Santoro, Travaglio, Vauro, Di Pietro e compagnia bella, come le vinciamo le prossime elezioni? Questa gente, con l'incredibile faziosit&agrave;, appunto autistica, &egrave; un grande strrumento di propaganda politica a nostro vantaggio. Lasciamo che continuino a darsi le martellate sui coglioni da soli! Anzi! Di queste &quot;menti&quot; facciamone una specie protetta! Come i panda, perch&egrave; no! Coltiviamoceli bene nelle nostre reti televisive nazionali, nei nostri giornali. Se venissero a sparire dalla faccia della Terra la sinistra forse sarebbe costretta ad occuparsi finalmente di vera politica. Ci vorrebbe del tempo, lo so! Dovrebbero ricominciare dalle aste. Ma prima o poi riuscirebbero ancora a scrivere, dopo le aste, paginate di &quot;A&quot; e poi di &quot;E&quot; e cos&igrave; via... E se la sinistra tornasse in grado di parlare di politica seriamente, quindi dire un po' il contrario di quello che hanno detto in questi anni i vari Ruttelli, Veltroni, Bertinotti, Prodi, Diliberto etc.. ci sarebbe il forte rischio di perdere le elezioni, davvero! No! Coltiviamo queste menti sottosviluppate.. ci fanno troppo comodo. Non sto scherzando. Le Barricate]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5304]]></link>
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	<dc:date>2008-05-14T22:54:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Le Barricate</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[L'uomo col megafono]]></title>
	<description><![CDATA[Non entro nel merito della querelle Travaglio-Schifani.Schifani ha querelato e staremo a vedere. Per chi vuole documentarsi sulle ragioni di Schifani, pu&ograve; consultare <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=260848">Il Giornale</a>,dove ,tra l’altro, <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=261071">Filippo Facci</a> smonta il castello di accuse di cui Travaglio a “chetempochefa” e mette in luce ci&ograve; che Travaglio omette di dire,ma non di scrivere nel suo libro,ragion per cui il libro non ha avuto occasione di essere motivo di querela da parte di Schifani.
Riflettiamo invece su un dato politico che si intreccia con una volont&agrave; di “disfare” un’azione politico-diplomatica tra maggioranza ed opposizione,e,perch&eacute; no,con la volont&agrave; di fare un po’ di clamore a fini promozionali,del suo ultimo tomo grondante di oramai risaputo livore.
Per la prima volta dopo moltissimo tempo,si assiste ad una tregua a(r)mata fra maggioranza ed opposizione. Fosse anche per reciproco interesse(ossia tagliar fuori i partitini destabilizzanti,che col pluralismo e col buongoverno del paese c’entrano poco)ma di tregua si tratta.
L’unico partito che ,insieme all’UDC .&egrave; sopravvissuto all’atomica elettorale,&egrave; l’IDV. Ovvio che sopravvivenza non gi&agrave; “sine die”,ma fino alla prossima tornata elettorale,quando le loro sorti saranno rimesse in gioco.
Ovvio che IDV ha tutto l’interesse a scongiurare il dialogo tra i due principali partiti ,visto che proprio in virt&ugrave; di questo dialogo,&egrave; stata fatta fuori una fetta di politica”storica” che oramai non aveva rappresentanza tra la popolazione votante.
Il partito dell’ex pm,si scaglia con veemenza anche nei confronti del suo alleato ,il PD. Strano modo di concepire un’alleanza. Ovvio che punti ad erodere consensi ad un PD in affanno,che solo in virt&ugrave; di questo affanno ha deciso di stipulare un armistizio politico con il partito dell’odiato Berlusconi.
In buona sostanza Tonino si prepara alle due opzioni, e con il tentativo di erodere consensi prende due piccioni con una fava .Accresce il rimborso elettorale ed ha potere di veto nei confronti dei due principali partiti.E si,perch&eacute; lui ha considerato il caso in cui,quando la realt&agrave; di destra e di sinistra saranno in “parit&agrave;”(ed &egrave; per questo che la Finocchiaro auspica di riprendere il dialogo con la sinistra radicale)il suo partito si potrebbe candidare ad essere l’ago della bilancia ,equidistante da tutti per governare comunque vada. In sostanza Tonino ha fatto il vetusto ragionamento tanto caro alla Democrazia Cristiana. Magari Casini lo aveva “geneticamente” anticipato,ma ahim&egrave;,non aveva i numeri. E cosa ti inventa Tonino? Tonino si inventa la figura del “Berlusconi de noantri”. “Berlusconi ha le televisioni? Bene, io ho Travaglio”-deve aver pensato il Tonino nazionale.E fu cos&igrave; che Travaglio da megafono della procura ,si candida ad essere il megafono(gi&agrave; Grande Elettore)dell’IDV
Ed ecco il perch&eacute; la destra e la sinistra scaricano Travaglio che,viceversa riceve i “salamelecchi” dell’ex pm. .Tonino &egrave; uno che ,per il suo passato,sa che i processi vengono fatti nei tribunali,non ad Annozero o da Fazio.Eppure non pu&ograve; che essere solidale con Travaglio.
Travaglio &egrave;,allo stato attuale,politicamente inutile alla sinistra,che avr&agrave; stimato quanto consenso abbia perso con la politica del livore contro l’avversario politico .Ma per lo stesso motivo,risulta politicamente utilissimo per chi,fa della”gogna” il suo programma politico.”In galeraaaa”,tuonava Bracardi(Giorgio) nei panni di un noto personaggio. Allo stesso modo e con le stesse modalit&agrave; un certo partito fa leva sull’invidia del popolino per trarne consenso utile,forte dei presunti risultati di tangentopoli. Presunti tali in quanto &egrave; evidente che tangentopoli non abbia dato frutti sperati(ove fossero realmente sperati e non utilizzati per un futuro prossimo venturo gi&agrave; programmato a tavolino).
Quello che mi stupisce del leader dell’IDV &egrave; il giudizio che da sulla vicenda Travaglio-Schifani,ossia(fonte Repubblica):
“Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perch&eacute;, da un giorno all’altro, una persona diventa ‘presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato”
Quando per&ograve; la Voce della Campania fa le pulci al suo partito,tramite dichiarazioni di suoi ex esponenti ,ecco che il dovere di informare il cittadino di fatti che,in virt&ugrave; della trasparenza non devono essere taciuti, decade sotto la scure delle lettere dell’avvocato dell’ex pm.
Per chi volesse approfondire,vi rimando all’<a href="http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1264&amp;Itemid=27">inchiesta</a> di S. Castiglion relativa all’immobiliare ANTOCRI che gravita attorno all’esistenza di Antonio.Anche secondo l’autore di questa inchiesta,quelli enunciati sono fatti , e li elenca con dovizia di particolari. Veri o falsi che siano, sta a voi giudicare ,E forse al giudice titolare di un’eventuale inchiesta che , a quanto pare,&egrave; nell’aria.
Nessuna reazione sembra aver avuto l’affermazione dell’ormai premier Silvio Berlusconi circa i dubbi sul conseguimento della <a href="http://www.leggimi.eu/nazionale/berlusconi-a-porta-a-porta-di-pietro-ha-avuto-la-laurea-grazie-ai-servizi-seg-2.html">laurea</a> dell’ex pm con l’ausilio dei servizi segreti
E’ dal 1995 che questa <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1995/ottobre/23/Sgarbi_Pietro_non_laurea_legale_co_0_951023465.shtml">storia</a> va in scena ,ma &egrave; tornata prepotentemente alla ribalta in periodo di campagna elettorale.
Tornando al nostro Travaglio,&egrave; da poco che &egrave; uscito il suo libro. Quale migliore pubblicit&agrave; di un bel polverone mediatico,o una minaccia di “editto bulgaro”?.Nono,teneteli ,ed offrite loro la prima serata su un piatto d’argento .Se abbiamo vinto &egrave; anche grazie a loro</div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5303]]></link>
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	<dc:date>2008-05-14T22:40:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Opinioni e finte democrazie</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La nuova Russia dell'ultimo Zar]]></title>
	<description><![CDATA[Vladimir Putin &egrave;, da pochi giorni, il nuovo Presidente del Consiglio russo.
Dal 2000 al 2008 ha ricoperto la carica di Presidente della Russia, con il partito Russia Unita.
Una presidenza destinata a rimanere nella storia del Paese, ma anche dell'Europa e del mondo.
Europei e nordamericani, di fronte ai freddi occhi di quest'uomo, rimangono perplessi e diffidenti.
Ma in Russia &egrave; stato ribattezzato come "l'ultimo Zar": uno dei pi&ugrave; grandi statisti che il popolo russo mai abbia visto in tempo democratico.
La sua politica si fonda sui tradizionali valori russi: nazionalismo, autarchismo, cristianesimo.
Con queste tre armi Putin ha conquistato i cuori e le speranze della schiacciante maggioranza della popolazione, ed ha garantito al suo Paese un ruolo sempre pi&ugrave; di spicco all'interno del panorama internazionale.
Questo, soprattutto, grazie alla politica estera, energetica, ed economica.
Tendenzialmente la Russia rifiuta la globalizzazione: non fa parte della Nato, &egrave; totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico, e non vede di buon occhio i liberalcapitalisti occidentali.
I rapporti con gli Stati uniti e Israele non sono rosei: proprio recentemente il Cremlino ha espulso due militari americani dall'ambasciata Usa, e gli incontri di Putin con il Presidente iraniano Ahmadinejad non hanno certo fatto piacere a Israele.
La pi&ugrave; grande fortuna russa &egrave; questa: la totale indipendenza energetica.
Gli abbondanti giacimenti di gas e petrolio presenti nell'illimitato territorio siberiano costituiscono la primaria fonte di ricchezza per Mosca.
Una forza che, grazie alla statalizzazione delle principali industrie nazionali, viene fatta pesare anche in politica estera.
Interrompere bruscamente le relazioni con il Governo russo non conviene a nessuno.
E pur non avendo grandi e stabili alleati, Putin &egrave; ben conscio di non averne bisogno: la Russia stessa, come alleato, &egrave; gi&agrave; pi&ugrave; che sufficiente.
L'antiamericanismo &egrave; presente nel Paese sin dagli albori del Novecento.
Oggi la rivalit&agrave; assume connotati non esclusivamente economici, politici, bellici ed energetici, ma anche spirituali.
Il massonico sionismo internazionale &egrave; profondamente in contrasto con la nuova rinascita spirituale della Russia post-comunista. I rapporti con il Patriarca di Mosca Alessio II non sono mai stati cos&igrave; idilliaci.
Lo stesso Vladimir Putin &egrave; profondamente cristiano: da bambino fu battezzato segretamente e avviato, tramite un'educazione tradizionale soprattutto da parte della madre (che gli regal&ograve; una Croce che lui porta tutt'oggi al collo), a una vita cristiana e devota.
Il tirannico ateismo di Stato imposto dal regime comunista sovietico non &egrave; bastato per sopprimere il naturale istinto religioso del popolo russo: oggi l'ortodossismo si sta riaffermando come vero e proprio fenomeno sociale interno alla Russia, e anche i rapporti con il Vaticano (anche grazie alle belle parole di Alessio II nei confronti di Benedetto XVI) stanno notevolmente migliorando.
La Russia pu&ograve; rappresentare una enorme risorsa per l'Europa: non solo energetica ed economica, ma anche culturale e spirituale.
In un'Europa cristiana e anti-capitalista, e che quindi nel fine dell'Uomo non vede il profitto, il guadagno, la materia, bens&igrave; l'elevazione dello spirito e la valorizzazione della Tradizione, la nuova Russia di Vladimir Putin svolgerebbe un ruolo fondamentale: proteggere militarmente, economicamente e politicamente il nostro continente dalle pericolose minacce esterne, che ne minerebbero inevitabilmente i fondamenti alla base.
Un'Europa cristiana, autarchica, nazionalista, tradizionalista, indipendente, autonoma, libera.
N&eacute; moschee, n&eacute; basi miltari straniere, n&eacute; ingerenze sioniste.
Questa basterebbe per risollevare le gi&agrave; fin troppo compromesse sorti della nostra storica terra: landa di moncai, re ed eroi, ma violentata e svilita nel suo intimo pi&ugrave; profondo dalle moderne disumanizzanti teorie del mondialismo, del nichilismo, della globalizzazione, del profitto, dell'ateismo.
L'Europa pu&ograve; e deve risorgere, imponendosi nel mondo come forza unita, libera e armata, garante di pace e aiuto per i popoli afflitti del pianeta (dsitrutti e ridotti a fame e guerra dalle stesse teorie elencate in precedenza), contro l'egoista e materialista piovra americano-sionista.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5302]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5302</guid>
	<dc:date>2008-05-14T19:10:56+01:00</dc:date>
	<dc:creator>In God We Trust</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[USA 2008: Quella testarda di Hillary]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://bp1.blogger.com/_jt8bUIwvkeo/SCrgerzvA4I/AAAAAAAABBc/9fftLkadGh0/s1600-h/Hilary-Clinton.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200215537513071490" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_jt8bUIwvkeo/SCrgerzvA4I/AAAAAAAABBc/9fftLkadGh0/s400/Hilary-Clinton.jpg" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" /></a> Come da pronostico <span style="font-weight: bold;">Hillary Clinton</span> <a href="http://edition.cnn.com/ELECTION/2008/primaries/results/state/#WV"><b>vince in West Virginia</b></a>. Ora l'ex First Lady tenter&agrave; il tutto per tutto cercando di convincere il party rispetto all'impossibilit&agrave; di <span style="font-weight: bold;">Barack Obama</span> di poter prevalere in <span style="font-weight: bold;">Pennsylvania Ohio, Michigan, Florida</span> ed appunto<span style="font-weight: bold;"> West Virginia</span>. Riuscir&agrave; Hillary a convincere i super delegati che intanto si stanno gi&agrave; spostando dalle parti di Barack? Le speranze sono appese ad un lumicino ma, conoscendola, possiamo stare certi che non moller&agrave; fino alla fine. In tutto questo <span style="font-weight: bold;">John McCain</span> ringrazia, perch&egrave; pi&ugrave; il tempo passa e pi&ugrave; l'aura salvifica dei due contentendi dems, cala.  Barack - che oggi si trova in Missouri per continuare la sua campagna elettorale - intanto si fa i conti. La sua vittoria in <span style="font-weight: bold;">North Carolina</span> e la sconfitta di misura in <span style="font-weight: bold;">Indiana</span> la scorsa settimana, gli fatto incamerare ben <span style="font-weight: bold;">27 superdelegates</span> contro <span style="font-weight: bold;">l'uno e mezzo</span> della Clinton.  <span style="font-weight: bold;">Roy R. Romer</span>, un ex governatore del Colorado, ed anche un ex presidente del Partito democratico, &egrave; uno dei superdelegates tornati nel <span style="font-style: italic;">carnet</span> di Obama lo scorso marted&igrave;. Subito dopo la fine delle primarie avrebbe dichiarato:&quot;La matematica non &egrave; opinione. Ormai credo che sia veramente finita &quot; Perch&eacute; ad esempio uno come Romer ha deciso di ritornare con Obama? Forse per il suo nuovo piano sull'assistenza sanitaria? O forse per le sue soluzioni politiche per l'Iraq? Oppure per la sua posizione in economia? Niente di tutto questo. &quot;Ho guardato tutte queste primarie e caucuses. A mio parere Barack Obama &egrave; risultato <span style="font-weight: bold;">il pi&ugrave; eleggibile</span>&quot; ha detto Romer. Sostanzialmente &egrave; questo a cui pensano tutti i  superdelegates che non fanno mai ragionamenti con la &quot;pancia&quot;, ma calcolano a freddo chi gli potr&agrave; dare la possibile vittoria finale.  Per la Clinton ed il suo staff questi calcoli,  sono <span style="font-weight: bold;">ovviamente tutti sbagliati </span>con il Party che non riuscirebbe a rendersi conto di tutti i problemi che circondano Obama, il quale non riuscirebbe ad incamerare <span style="font-weight: bold;">il voto della classe operaia</span>, non potrebbe vincere elettori in alcuni collegi e non potrebbe vincere in tutte quelle fasce di voto <span style="font-weight: bold;">dove i democratici sono sempre risultati vincitori</span> (I veri problemi Obama li ha con gli elettori bianchi in alcuni Stati membri).  Le risposte dell'avversario della ex First Lady non si sono fatte attendere: se Obama perdesse il voto in un blocco principale di elettori di certo non significa che perder&agrave; <span style="font-weight: bold;">lo stesso gruppo </span>nelle elezioni generali, ed in pi&ugrave; tra gli elettori delle elezioni generali - cos&igrave; dice lui - c'&egrave; un ottimo ritorno. In un intervista telefonica , pubblicata oggi su <span style="font-weight: bold;">The Politico</span>, un esponente del clan di Obama avrebbe affermato: &quot;Dovete mettervi in testa di guardare <span style="font-weight: bold;">a livello nazionale</span>, invece di spulciare i sondaggi locali. Nei sondaggi nazionali, stiamo vincendo <span style="font-weight: bold;">su ogni gruppo di reddito</span> nei confronti di <span style="font-weight: bold;">John McCain</span>, ad eccezione <span style="font-weight: bold;">di quelli al di sotto dei $ 100.000</span>. Tra l'elettorato bianco McCain conduce la gara, ma noi stiamo recuperando terreno ed inoltre, nel totale del matchups, stiamo battendo McCain e vincendo <span style="font-weight: bold;">contro i suoi indipendenti</span>, mentre la Clinton sta perdendo.&quot; Vedendo i sondaggi di oggi Obama sembrerebbe aver recuperato qualche punto su McCain, ma i risultati  sono troppo discordanti fra di loro e si presume che queste dichiarazioni siano intrise di <span style="font-weight: bold;">parecchia partigianeria</span> e poca obiettivit&agrave;.  Un altro tema che Obama sta spingendo in queste ore di campagna elettorale, &egrave; lo <span style="font-weight: bold;">spezzattamento dell'elettorato democratico</span>. Per questo sono ormai giorni che Barack sta puntando a rappresentare se stesso  come un leader <span style="font-weight: bold;">che unisce e non divide</span>, rappresentando non solo il cambiamento, ma - come da sue parole - un vero &egrave; proprio <span style="font-weight: bold;">bacino elettorale per tutti</span> e non per forza solo per i democratici.  In terzo luogo, Obama sta cercando di passare agli occhi dell'opinione pubblica come una <span style="font-weight: bold;">vittima</span> dei vecchi trucchi da propaganda elettorale.  Quando lunedi scorso un giornalista gli ha chiesto se lui fosse veramente o no un<span style="font-weight: bold;"> musulmano</span>, Barack ha risposto difendendendosi a spada tratta spiegando come in campagna elettorale i vecchi trucchi per screditare un'immagine, sono all'ordine del giorno, e come antidoto,  Obama avrebbe dichiarato - ancora una volta -<span style="font-weight: bold;"> la sua cristianit&agrave;.</span>  Intanto per&ograve; Hillary Clinton ha fatto sapere che <span style="font-weight: bold;">non far&agrave; marcia indietro</span> e che continuer&agrave; fino a che avr&agrave; un po' di fiato in corpo Per lei non ci sono alternative: rimanere in sella il pi&ugrave; possibile cercando di convincere il suo party. Scelta che, in un ottica di partito, non sembrerebbe troppo azzeccata.  A rileggerci  <span class="technoratitag">Technorati Tags: <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/West+Virginia">West Virginia</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/Usa+2008">Usa 2008</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/Clinton">Clinton</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/Obama">Obama</a>, </span>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5301]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5301</guid>
	<dc:date>2008-05-14T15:38:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Il Rumore Dei Miei Venti</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fini spegne la fiamma e accende un cero alla Madonna]]></title>
	<description><![CDATA[AAA… CERCASI FASCISTA IN LIQUIDAZIONE, ANCHE USATO
Per la cerimonia funebre di scioglimento delle (poche) ceneri rimaste di AN, il Gianfri ha abbandonato il vecchio Ergife, nel timore che i ricordi di tanti animati Comitati Centrali e Congressi in cui Almirante infiammava gli astanti, avessero il sopravvento sul suo passionale cuore e gli provocassero una parvenza di commozione e ha optato per un altro albergo sulla via Aurelia, il Summit, che sa tanto di “incontri al vertice” tra grandi potenze, una libidine… Come nelle vecchie monarchie, ha affidato non la segreteria del partito, ma  “la reggenza” allo sguardo inquieto di Nosferatu La Russa, che proceder&agrave; al disbrigo delle pratiche di messa in liquidazione. Chi, come Storace, ha reclamato in passato un Congresso che non si teneva da 7 anni, ora sar&agrave; felice che se ne terr&agrave; uno proprio per la cerimonia di spegnimento della Fiamma non olimpica. Non siamo tra quelli che gridano alla scandalo, essendo la logica conclusione di un percorso iniziato ben prima di Fiuggi, passato per la dialisi dell’acqua di Ciarrapico e, depurato e in forma, arrivato alla agognata poltrona  in pelle. Chi ha vissuto quegli anni e conosciuto il Gianfri, sapeva benissimo dove si sarebbe voluti arrivare, quindi si evitino lamenti o fazzoletti per finte commozioni. Che poi “mani pulite” e ” l’entrata in campo di Silvio Berlusconi” siano stati determinanti per raggiungere lo scopo di una vita &egrave; un altro discorso. Sicuramente poteva essere curata meglio  “la forma” della dismissione, ma la sostanza non sarebbe mutata: tutt’al pi&ugrave; qualcuno sar&agrave; in debito perenne di candele votive al Santuario della Guardia. Non ci pare coerente la posizione, ad es, di uno Storace che ha condiviso tutti i passaggi da Fiuggi ai giorni nostri, anche se gli riconosciamo un “senso critico costruttivo” che altri non hanno avuto. Uno strano, ma non troppo, incedere ha fatto s&igrave; che, dal Msi ad An, sia sempre esistita una “minoranza interna” che aveva l’unico scopo forse ” di incanalare gli scontenti”, mantenendoli sempre  nell’alveo della “nave scuola”, evitando di ritrovarsi con “imbarcazioni pirata” all’assalto dell’isola del tesoro.  Ultimamente poi, con l’acchiappapoltrone, &egrave; pure venuto meno il dibattito interno, appaltato a qualche fondazione identitaria nazional-chic, usa a scelte ascetiche nei chioschi dei conventi umbri per poi seguire una utilitaristica prassi nelle stanze del potere.  Nulla di nuovo sotto il sole…  Resta il fatto incontrovertibile che Fini scioglie AN dopo averla presa con oltre il 15% dei consensi e la lascia con un misero 8% ( non a caso, stessa percentuale della Lega e stessa rappresentanza: gli uomini di Forza Italia i conti li sanno fare bene…). I sigilli ad AN hanno indotto il Gianfri a lanciare il messaggio ” Non siamo pi&ugrave; figli di un dio minore: la nostra politica diventa centrale, abbiamo vinto”. Gli &egrave; andato in soccorso il fine intellettuale e uomo libero, il neoministro Andrea Ronchi ” Oggi raccogliamo i frutti dell’intuito politico di Fini”, con involontaria ironia: in effetti &egrave; divenuto ministro persino lui…  Una domanda si pone a questo punto: qualcuno negli anni d’oro del Msi si &egrave; mai sentito figlio di un dio minore? Forse qualche conoscente del Gianfri, io e tanti amici, sinceramente mai. E se volessimo forzare, sarebbe opportuno sottolineare che “meglio figli di un dio minore” che essere registrati all’anagrafe politica come “figli di n.n.”. Eh s&igrave;, perch&egrave; gli ideali, la passione politica, la rabbia, l’emarginazione e la voglia di andare a testa alta  erano la nostra ragione di vita. Perch&egrave; le persecuzioni, le discriminazioni, i rischi, l’odio contro di noi ci univano e creavano una “comunit&agrave; umana” forte; perch&egrave; non c’erano arrivisti allora, non c’era nulla da dividersi, eravamo “alternativi”, erano i tempi in cui l’inno nazionale non si cantava ai congressi del PD… e alle riunioni di partito non vedevi gente con i vestiti firmati, ma semmai con le suola consumate…Almirante  compreso. Certo altri tempi, ma ci sentivamo orgogliosi di essere cos&igrave;, non certo figli di un dio minore. Poi sono arrivati altri figli…magari hanno pensato che non  sapessimo stare seduti bene a tavola, che non avessimo il “bon ton”, hanno assunto maggiordomi e lacch&egrave;, hanno “elevato” il menu con la “nouvelle cousine” partitocratica, introdotto il coro liberal  ” aggiungi un posto a tavola… che c’e’ un raccomandato in pi&ugrave;…”  e hanno fatto “la storia del nostro Paese”.  Ci hanno consigliato persino i libri “politicamente corretti” da leggere, proprio loro che leggevano al massimo la “Gazzetta dello Sport”…  Loro, i “nostalgici” che, per carpire qualche voto ai Congressi, si appellavano ai ” valori della Repubblica Sociale”, che intonavano “Duce, duce…”  che non si perdevano una Messa per Mussolini e una Befana tricolore per ingraziarsi gli iscritti, accusando noi giovani missini di ” modernismo”, di parlare di cultura e di ecologia, di organizzare Campi Hobbit e concerti musicali, di aprire centri librari e di “essere critici” verso il passato, proprio loro  eccoli ora riciclati .. tutti a garantire e giurare: “mai stati fascisti”.  Eppure alle manifestazioni non eravamo in pochi, mi dico: dove sono finiti tutti? Avr&ograve; sognato? Cazzo, non si riesce pi&ugrave; a trovarne uno… Per Fini il fascismo” fu il male assoluto”, Alemanno “non &egrave; mai stato fascista e il fascismo deve essere condannato”, perbacco sono diventati tutti pure antifascisti. Aspettate che vado a vedere qualche vecchia foto… eppure sembrano loro, mah…mi sbaglier&ograve;…qui finisce che ho fatto politica da ragazzo con dei fantasmi…pensavo di avere accanto degli essere umani, forse erano ectoplasmi, per usare un termine caro al Gianfri… Mi corre in soccorso il buon Ignazio La Russa che dice: ” Quando si parlava da parte del Governo della possibilit&agrave; di sciogliere per legge il Msi, ci vedemmo con alcuni giovani del Fronte della Giovent&ugrave; in uno chalet di montagna per discutere come vivere sui monti”…che forse lui lo fosse fascista?  Ci rifletto meglio e penso che, coi quattrini di famiglia che aveva, probabilmente intendeva che ci avrebbe trascorso un fine settimana a sciare e ad assaggiare la fonduta …mi sa che neanche lui era fascista, chiedo scusa. Va beh ora vi lascio…vado a mettere una inserzione: ” cercasi fascista  in liquidazione, anche usato, di seconda mano”… se ne trovo ancora uno in circolazione vi faccio sapere…]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5300]]></link>
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	<dc:date>2008-05-14T14:51:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Pizza sottosegretario all’Istruzione: anche lui sessantenne democristiano]]></title>
	<description><![CDATA[Forse avevo sprecato troppi elogi per le scelte del Governo in merito al Ministero dell’Istruzione. Avevo apprezzato la nomina di Maria Stella Gelmini, ma la scelta dei sottosegretari mi ha lasciato un po’ sorpreso. Almeno rispetto alla scelta precedente.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5299]]></link>
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	<dc:date>2008-05-14T13:31:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alex Menietti</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ars alit umbrata quies!  	]]></title>
	<description><![CDATA[Se si volesse giudicare il doscorso del nuovo premier lo si dovrebbe fare partendo anzitutto dal tono, pi&ugrave; che nell’effettivo contenuto. L’impressione che si &egrave; avuta &egrave; stata quella di una refola di vento fresco, di un nuovo percorso iniziato che mette la parola fine a quindici anni di assurda battaglia politica. In una mezz’ora &egrave; stato delineato il piano di governo e delle priorit&agrave; con al centro la non facile risoluzione dei problemi economici. Il Premier ha inteso che il mandato ricevuto non pu&ograve; essere disatteso e nelle sue parole si &egrave; comportato di conseguenza, nulla di pi&ugrave; lontano dalla solita enumerazione, quasi burocratica, delle cosa a farsi, non &egrave; stato seguito il solito rito del discorso programmatico a cui in questi anni eravamo abituati. È stato un Berlusconi che si &egrave; immedesimato con la situazione del Paese e che ha colto nella esigenza del bipolarismo la principale via da seguire. Ha certo usato toni da vincitore, ci mancherebbe, ma al contempo ha avuto la capacit&agrave; di offrire agli sconfitti la possibilit&agrave; di un sereno ed aperto dialogo. Soprattutto al suo principale competitor, Veltroni. Il segnale dato &egrave; stato apprezzato anche dagli scranni della sinistra e non sono passati inosservati gli applausi riservasti ad alcuni passaggi del discorso. L’imperativo sar&agrave; uscire dall’arrocco che le opposizioni, in questi anni, chiunque fosse, hanno destinato al governo in carica. Non a caso questo termine &egrave; stato usato anche da Piero Fassino nel rimarcare la necessit&agrave; del superamento di opposti ed insormontabili ostacoli ideologici. Il clima che si &egrave; respirato potrebbe essere davvero il preludio ad un mutamento radicale dell’assetto istituzionale dell’Italia, i latini sintetizzavano: “ars alit umbrata quies”, quasi a voler sottolineare come nel respirare aria buona si finisce per produrre buone cose. Dal canto suo l’opposizione ha una importante possibilit&agrave;, quella di poter mettere la firma su le importanti riforme che verranno. Possibilit&agrave; non da poco se vorr&agrave; mantenersi, in un certo senso protagonista dopo la disfatta elettorale. Potr&agrave; partire da questa collaborazione il risanamento delle sua fila. Insomma la parola d’ordine &egrave; collaborazione, tranquillit&agrave; di espressione, la fine dell’antiberlusconismo becero a cui i massimalisti ci avevano abituato trascinando anche le forze politiche pi&ugrave; moderate. Poche le voci fuori dal coro, il solito Di Pietro che di questo passo avr&agrave; sempre pi&ugrave; difficolt&agrave; a far tintinnare manette, soprattutto dopo la netta presa di distanza, financo dei cittadini, dal suo protetto e sodale Travaglio. Le mie parole rispecchiano quelle che avreste potuto leggere sulla maggior parte dei quotidiani italiani di stamani, un esercizio di stile il mio, di osservazione obiettiva dei fatti, non &egrave; detto che per&ograve; siano tutte rose e fiori. Il cosiddetto pericolo “inciucio” &egrave; sempre molto reale.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5298]]></link>
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	<dc:date>2008-05-14T11:55:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Osservatore di Romano</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[OGM e crisi alimentare nel mondo]]></title>
	<description><![CDATA[ORA LA FAME COLPISCE IL CETO MEDIO

Pubblichiamo un articolo  di Mario Capanna, presidente della Fondazione Diritti Genetici, apparsa sul quotidiano “Libero”: lo facciamo in base sia ai contenuti del testo che meritano approfondimento, sia perch&egrave; contrari a ogni censura. Questo articolo, infatti, era stato censurato dal “Corriere della Sera” che, dopo averlo concordato con l’autore, non aveva ritenuto opportuno pubblicarlo.  Dato che siamo per la libert&agrave; di circolazione delle idee, lo sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori.

All’improvviso il problema della fame fa notizia. Forse perch&egrave; non &egrave; pi&ugrave; circoscritto al mondo rurale, dove risiede il 75% degli ultimi 850 milioni di affamati, rilevati dal recente censimento della FAO, ma si estende ai ceti medi urbani, impoveriti dall’aumento della bolletta alimentare, per&ograve; avvantaggiati dall’essere pi&ugrave; rumorosi e visibili dei poveri contadini. Da mesi la FAO ha lanciato l’allarme e invocato interventi, nel silenzio omertoso dei governi occidentali, quelli che non stanno (ancora) subendo moti di piazza. Da qualche giorno se ne preoccupano anche le organizzazioni figlie degli accordi di Bretton Woods, storicamente indifferenti agli allarmi umanitari e pi&ugrave; attente all’andamento dei mercati e della moneta, a rendere “liberiste” le economie rurali dei paesi in via di sviluppo, a regolare l’accesso alla terra attraverso il mercato fondiario, a promuovere la tecnologia in quanto tale. Ma &egrave; evidente che qualcosa non &egrave; andato come si pensava: i mercati agiscono in maniera speculativa e le transazioni internazionali sono in mano a grandi gruppi che operano in una situazione di oligopolio. Nel frattempo l’allarme climatico &egrave; stato ignorato,  siccit&agrave; e alluvioni sconvolgono le capacit&agrave; produttive dei sistemi agrari, riflettendosi sui prezzi: un miliardo e mezzo di contadini sono stati considerati un retaggio antistorico e non una risorsa sociale e produttiva. Alla fame  di benzina dei Paesi ricchi si &egrave; risposto puntando grosso sugli agrocarburanti e sottraendo suoli agrari o forestali, nel Nord e nel Sud, dove sfamavano stomaci.  Le ragioni dell’ambiente, del clima, della energia, della giustizia sociale, della compartecipazione delle scelte, dell’equit&agrave; del mercato e del suo controllo, del modello di sviluppo e di consumo alimentare sono state ignorate per decenni, lasciando il cibo alla merc&egrave; della speculazione finanziaria che tratta alla stessa stregua cereali, petrolio, oro o derivati finanziari.  E’ questa l’occasione di un serio ripensamento, come ribadito con forza dalla Coalizione Italia Europa - liberi da ogni Ogm, un cartello di 32 organizzazioni tra le pi&ugrave; grandi del settore agroalimentare, della cultura, della scienza, che ha promosso una consultazione nazionale, proprio per sottolineare la centralit&agrave; del settore primario, raccogliendo circa 3 milioni e mezzo di firme tra i cittadini.
Peccato  che ora qualcuno scorga nell’allarme alimentare soltanto la ghiotta occasione per un cinico - e un po’ grottesco -  tentativo di  tirare la volata agli OGM, senza che questi abbiano meriti in termini di aumento delle rese, minori costi, migliori valori nutrizionali che ne possano giustificare il ricorso umanitario: Dunque a chi giovano, se non alle 5 grandi multinazionali che li producono?  Controprova: l’ONU documenta come, con le attuali tecnologie e dunque senza OGM,  si pu&ograve; produrre cibo per sfamare 10 miliardi di persone, quasi il doppio delle attuali. Senza considerare che, con gli OGM, andremmo incontro a un inquinamento genetico inarrestabile. E’ questa un’altra storia, la pi&ugrave; inquietante.
Mario Capanna
www.fondazionedirittigenetici.org
da “Libero”]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5297]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5297</guid>
	<dc:date>2008-05-14T06:50:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Genova: in Provincia: no gettone? no party!]]></title>
	<description><![CDATA[Venerdi 9 maggio poteva sembrare un giorno come un altro a Piazzale Mazzini, sede della Amministrazione provinciale, ma la battaglia si era combattuta in realt&agrave; nei giorni precedenti ed erano ancora evidenti i segni del “corpo a corpo” ( non sperate in dettagli erotici, per questa volta non ve ne sono…) . La “madre di tutte le battaglie” aveva avuto inizio a fine aprile quando erano state formalizzate due riunioni: quella della Commissione 5, convocata per il 9 maggio alle ore 9,00 presso il Teatro della Giovent&ugrave;, in via Cesarea,  per la partecipazione al Convegno ” Le fonti di prova nell’attivit&agrave; della Polizia Ambientale” e quella della Commissione 2 convocata lo stesso giorno alle ore 14.30 presso l’ex colonia Renesso, a Savignone, per la partecipazione all’incontro pubblico del tavolo tematico ” Paesaggio e valori storico ambientali  nell’ambito del progetto di co-pianificazione Citt&agrave; dello Scrivia”.Trattandosi in pratica di Convegni esterni, i presidenti delle due Commissioni precisavano ai 18 commissari che” la partecipazione al Convegno d&agrave; diritto esclusivamente alla giustificazione da presentare al datore di lavoro. Non &egrave; prevista alcuna corresponsione del gettone di presenza “. In pratica le commissioni si riunivano in un contesto diverso dal solito, partecipando a due Convegni dibattiti su temi di pertinenza dell’Ente e della Commissione di riferimento.
Il  Convegno sulle “Fonti di prova” aveva lo scopo di fornire la possibilit&agrave; di condividere conoscenze e pratiche tecniche tra i vari addetti ai lavori ( personale di polizia prov. e municipale, forze dell’ordine, guardiaparco, vigilanza ecologica volontaria), attraverso un approccio interdisciplinare con l’esposizione di aspetti normativi e di esperienze pratiche.
L’incontro pubblico a Savignone invece era incentrato sulla fruizione del paesaggio e dei beni storico-ambientali della Valle Scrivia, attraverso l’approfondimento di tre filoni: l’ambiente fluviale dello Scrivia e dei suoi affluenti come elemento unificante del paesaggio e risorsa ecologica,  la tipologia del paesaggio costruito, infine la fruizione del paesaggio e delle emergenze culturali.  Con dibattito finale che coinvolgesse  varie realt&agrave; territoriali provinciali.
Ma qualcosa non andava in queste due convocazioni , c’era nell’aria un dissenso palpabile: pensate che riguardasse forse la metodologia scelta per illustrare i temi? No infatti, non avete sbagliato: il malessere dei 18 “commissari” verteva sulla mancata corresponsione del “gettone di presenza”. Prima frasi a  mezza voce, poi rapidi consulti nei corridoi, intese trasversali e omogenei dissensi, ecco il “fronte unito” dei gettonari che si insinua nelle maglie dell’amministrazione e avanza richieste esplicite: vogliamo il rimborso spese e il gettone.
Il presidente del Consiglio prov., Barisione ( Pd), si consulta con gli uffici e ribadisce il Niet. Inizia una partita degna di “tutto i calci minuto per minuto”, con improvvisi rovesciamenti di fronte. Due giorni prima, alle ore 15, le Commissioni vengono annullate dai rispettivi presidenti (per impraticabilit&agrave; del gettone e rissa in campo), ma gi&agrave; alle 15.47 contrordine: le Commissioni sono nuovamente convocate e si riconosce, oltre la legittima giustificazione per i datori di lavoro, anche un rimborso spese di viaggio.  Ma la partita non finisce qua: si va ai supplementari, la squadra dei “gettonieri” non ci sta, vuole il “gettone della vittoria”, tira calci e “palla lunga e pedalare”. Il giorno successivo ( 24 ore prima dei due incontri, in pratica) altro colpo di scena: il presidente- arbitro si incazza di fronte alle nuove pressioni, estrae il cartellino rosso e annulla definitivamente le Commissioni: chi vorr&agrave; andarci ci andr&agrave; a titolo personale e senza alcun rimborso. Le due punte, Alfonso Gioia (Pd) e Antonino Vaccarezza ( PdL) che fino all’ultimo erano state mandate a trattare per avere il gettone, ripiegano negli spogliatoi affranti.
Va beh direte…anche senza gettone di presenza i 19 consiglieri ( che  non perdono mai una seduta di Commissione) saranno andati lo stesso compatti alle due iniziative, nonostante la gratuit&agrave; del loro servizio, per attaccamento all’Ente e rispetto degli elettori…. Come no , erano appena 2 su 19 sia da una parte che dall’altra….ma che strano…No gettone, no party ?  Chi ne esce meglio &egrave; il presidente del Consiglio, Barisione ( Pd), che ha fatto rispettare il regolamento e non si &egrave; fatto condizionare dalle pressioni bipartisan. Gliene diamo atto. Il Centrodestra  ha perso l’ennesima occasione per dimostrare una “diversit&agrave;” reale al proprio elettorato…non c’&egrave; peggior sordo di chi non vuol sentire…forse saranno tutti figli di un dio maggiore ormai…almeno noi una volta ambivamo solo al gettone del juke box per ascoltare Lucio Battisti e Patty Pravo…]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5296]]></link>
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	<dc:date>2008-05-13T18:53:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Destra di Popolo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Pannella è nato]]></title>
	<description><![CDATA[Con le recenti parole di Benedetto XVI si riapre il dibattito sull'aborto, prudentemente rimasto in soffitta fin'ora causa campagna elettorale.
A scagliarsi contro il Santo Padre &egrave; il radicale Marco Pannella, che apostrofa il Pontefice in malo modo definendolo un "bestemmiatore nei confronti della verit&agrave;" e un "nemico della democrazia".
Ma di che verit&agrave; parla il leader radicale?
Forse dei due miliardi di aborti avvenuti al mondo in appena trent'anni?
O forse degli aborti attuati in occasione di partecipazioni a realty show o altri eventi televisi?
Chi lo sa. Per ora, si pu&ograve; solo notare come questa sua affermazione sia profondamente contradditoria, falsa e intrisa di astio nei confronti non del Papa, non della Chiesa e nemmeno della religione: ma dei diritti umani.
S&igrave;, perch&eacute; un partito come quello radicale, che si rende paladino di terrificanti assassini, stupratori e criminali portando avanti campagne internazionali contro la pena di morte, mette al tempo stesso in evidenza la sua insensatezza e stupidit&agrave; politica e umana.
Non &egrave; forse il "diritto alla vita" quello pi&ugrave; importante, basilare e fondamentale tra tutti i diritti dell'uomo?
Beh, a questo punto mi sento di dire una cosa: il partito radicale, cos&igrave; come l'ideale di sinistra in generale, non &egrave; il partito dei diritti umani, bens&igrave; il partito della morte e della stupidit&agrave; umana.


E' evidente che chi si fa portavoce di battaglie "per i diritti delle donne" sia in malafede: l'aborto, cio&egrave; la soppressione di un individuo non ancora nato, indifeso e innocente, &egrave; forse un diritto? E' forse una conquista, come viene spesso trionfalmente definito da complessate femministe zittelle?
E' l'esatto contrario: l'aborto &egrave; un omicidio, un crimine aggravato dal fatto che la vittima non pu&ograve; in alcun modo difendersi n&eacute; essere tutelata.
Chi oggi &egrave; abortista, lo &egrave; per due motivi: se &egrave; un politico, lo &egrave; per via del voto femminile; se &egrave; un comune cittadino, lo &egrave; per via del suo egoismo.
L'ideale filo-abortista &egrave;, in una parola sola, l'ignorante ipocrisia umana.
Per anni tali dannose fecce sociali sono riuscite a mascherare la loro strisciante disonest&agrave; dietro la scienza. "Un feto non pu&ograve; essere considerato un individuo n&eacute; un essere umano, lo dice la scienza" abbiamo spesso sentito dire.
Ma ora perfino il loro scudo sembra essersi rivoltato loro contro: grazie al progresso scientifico, infatti, i margini di sopravvivenza di un feto di poche settimane sono aumentati notevolmente rispetto a quelli che erano fino a qualche anno fa.
Gli abortisti sono stati smascherati dal loro principale alleato. Il risultato? In assenza di tesi (seppur mascherate e disoneste com'erano le loro) si passa direttamente agli insulti e alle minacce.
Si rifiutano dialogo e confronto, in nome poi di che cosa? Della "libert&agrave; di scelta della donna".
Una becera affermazione femminista, che nulla ha a che vedere con civilt&agrave;, onest&agrave; e correttezza.
La libert&agrave; di scelta della donna non avviene a concepimento gi&agrave; effettuato, bens&igrave; nove mesi prima del parto, nel momento dell'"accoppiamento".
Una donna &egrave; infatti liberissima di scegliere se avere un rapporto sessuale con un uomo o meno. Nessuno le impone la decisione da prendere. E' libera.
E la solita, stucchevole scusa dello "stupro" non regge. Dubito fortemente, infatti, che questi due miliardi di aborti siano stati tutti consguenza di stupri, non credete?
La realt&agrave; &egrave; che oggi l'aborto &egrave; considerato come un contraccettivo al pari del preservativo e della spirale.
Questa errata concezione di tale pratica &egrave; ovviamente frutto di una enorme campagna di disinformazione di massa adottata ad arte sempre dai soliti noti, gli stessi che oggi vorrebbero "pi&ugrave; informazione sui metodi di contraccezione e sull'educazione sessuale".
In difesa della 194 si alzano voci come questa "in trent'anni di legge gli aborti sono diminuiti e non esistono pi&ugrave; pericolose forme di clandestinit&agrave;".
Avrei una serie di cose da dire a tal proposito:
1. non sono affatto diminuiti, in quanto nelle statistiche non sono contati gli aborti chimici (pillola del giorno dopo e Ru486) e gli aborti clandestini, messi tutt'oggi in atto da ginecologi disonesti come quello di Genova anche al sesto-settimo mese di gravidanza;
2. evitare le "pericolose forme di clandestinit&agrave;" &egrave; costato allo Stato Italiano e al mondo intero la legalizzazione di un omicidio aggravato.
Vi sembra un provvedimento corretto e moralmente accettabile?
Io considero una donna che abortisce e un ginecologo che acconsente due perfetti assassini.
Per come la penso, una donna che effettua un aborto (clandestino o "legale" che sia) e rimane fatalmente morta non si &egrave; "cercata" quella fine, bens&igrave; se l'&egrave; meritata.
L'abrogazione della legge 194 &egrave; un dovere per lo Stato Italiano. Ed &egrave; altrettanto necessaria una nuova e decisa politica di aiuto alle donne e alle famiglie in difficolt&agrave;: &egrave; una vergogna che in Paese che si considera "civile" i bambini e le madri vengano considerati come "pesi sociali", e non come valori nazionali da preservare, tutelare e proteggere per garantire il bene e la prosperit&agrave; della societ&agrave;.
Si dice sempre che ci sono "sempre meno giovani che devono pagare la pensione e provvedere a sempre pi&ugrave; anziani".
Beh, la soluzione ci sarebbe ed &egrave; evidente, ma probabilmente i nostri politicanti sono in tutt'altre faccende affaccendati.
Una piccola riflessione finale, vi invito seriamente a pensarci su: ma perch&eacute; tutti i filo-abortisti sostengono l'aborto dalla loro posizione di "esseri umani gi&agrave; nati e cresciuti"?
Cosa sarebbero ora se la loro madre avesse deciso di avvalersi del "grande diritto conquistato dalle donne"?
Pannella e i suoi adepti culturali queste domande, probabilmente, non se le pongono.
Per loro provo piet&agrave; e tristezza.
La misericordia la lascio a Dio.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5295]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.therightnation.net/dblog/articolo.asp?articolo=5295</guid>
	<dc:date>2008-05-13T18:07:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>In God We Trust</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Walter sull'orlo di una crisi di nervi]]></title>
	<description><![CDATA[<a href="http://bp2.blogger.com/_jt8bUIwvkeo/SCmezLzvA3I/AAAAAAAABBU/V9T5xUbONyA/s1600-h/articolo+valzer+veltroni.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199861846956245874" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_jt8bUIwvkeo/SCmezLzvA3I/AAAAAAAABBU/V9T5xUbONyA/s400/articolo+valzer+veltroni.jpg" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" /></a> <span style="font-weight: bold;">Berlusconi</span>, riesce sempre a riempire di nuovi contenuti la politica. Fu lui ad inventarsi il contratto con gli italiani qualche anno fa. Un metodo concreto ed interessante per mettersi a nudo di fronte all&rsquo;elettorato. Messo in soffitta il manuale Cencelli, oggi Silvio ha varato il &ldquo;governo a punti&rdquo;. Un metodo per garantire un posto da vice-ministro a chi realmente dimostrer&agrave; il suo valore. Molto aziendale, ma indubbiamente efficace. Soprattutto agli occhi dell&rsquo;elettorato di area centrodestra, rispolverando la politica, con idee nuove e con modalit&agrave; del tutto estranee ai vecchi ricordi degli infiniti pentapartiti.  <span style="font-weight: bold;">37 sottosegretari e nessun viceministro</span>. Tutti alla linea di partenza e chi &egrave; pi&ugrave; bravo vince. E c&rsquo;&egrave; qualit&agrave; e quantit&agrave; in questa lista, perch&eacute; non manca la competenza, senza scontentare gli alleati. Silvio Berlusconi  (ma pi&ugrave; <span style="font-weight: bold;">Letta</span>) ha dimostrato di saper agire chirurgicamente rispettando gli impegni con i suoi compagni di avventura, senza per&ograve;  tralasciare i tecnici. All&rsquo;economia per esempio, <span style="font-weight: bold;">Giuseppe Vegas e Luigi Casero</span>, sono due ottime scelte nonostante l&rsquo;ultra protezionismo di <span style="font-weight: bold;">Tremonti</span>, mentre  <span style="font-weight: bold;">Brunetta</span>, poche ore fa, stava da Bruno Vespa a sottolineare il bisogno di licenziare i fannulloni e di far funzionare la PA, con <span style="font-weight: bold;">Di Pietro</span>, fronte a lui, sulla difensiva e ad annuire con quella sua immensa testona pelata, ma ricca di spifferi.  Quasi nello stesso momento<span style="font-weight: bold;"> Veltroni</span> si radunava nel loft con i suoi &laquo;ministri ombra&raquo; tutti sorridenti, per ridere di non si sa che cosa, ed anche in questo caso, le paresi si sono presto spente. Il Cavaliere infatti ha anticipato tutti <span style="font-weight: bold;">tendendo la mano </span>a Veltroni, il quale ora non potr&agrave; neanche pi&ugrave; usare l&rsquo;arma del <span style="font-style: italic;">non dialogo</span> per attaccare la maggioranza. La telefonata di Silvio Berlusconi al leader del Pd tende ad archiviare, non solo le asprezze della campagna elettorale appena conclusa, ma anche a porre sempre pi&ugrave; in &laquo;impasse&raquo; il povero Walter. La scimmiottatura dello &laquo;shadow cabinet&raquo;, di chiaro stampo anglosassone e ripreso da <span style="font-weight: bold;">Achille Occhetto </span>19 anni fa, rivela una <span style="font-weight: bold;">profonda crisi </span>all&rsquo;interno del Pd, non solo a causa della lotta intestina fra le varie prime donne (D&rsquo;Alema &ndash; Veltroni), ma anche per via della <span style="font-weight: bold;">mancata analisi della sconfitta elettorale</span>. Alla fine l&rsquo;analisi non arriver&agrave;, perch&egrave; l&rsquo;intento primario dei democratici &egrave; quello di dare sostanza ad una &laquo;coesione&raquo; che non esiste, pur di non dare risalto alle beghe interne. Una possibile discussione sulla Waterloo del 13 e 14 aprile, riaprirebbe <span style="font-weight: bold;">ferite</span> forse non sanabili, oltre a mettere in cattiva luce mediatica l&rsquo;intero partito.  In questa difficile situazione, l&rsquo;apertura di Berlusconi verso Veltroni, da sostanzialmente il colpo di grazia ad una opposizione sempre pi&ugrave; in ombra,  ed una maggioranza che, in queste ore, invece parla al paese di meritocrazia e rinnovamento. In pi&ugrave; il riavvicinamento dell&rsquo;ex sindaco di Roma al Cavaliere, potrebbe dare l&rsquo;opportunit&agrave; al <span style="font-weight: bold;">fronte esterno</span> del Pd (Italia dei Valori) di approfittarne. Solo poche ore fa infatti si &egrave; registrato l&rsquo;altol&agrave; di <span style="font-weight: bold;">Antonio Di Pietro</span>:&laquo; Veltroni abbia pi&ugrave; cautela nel dialogo con Berlusconi. Non bisogna cadere nel tranello dell&rsquo;inciucio&raquo;. In tutto questo Di Pietro vuole ritagliare per se e per il suo partito la giusta visibilit&agrave;, in momento in cui qualsiasi dichiarazione fa &laquo;brodo&raquo; in mezzo alla ragnatela del neo-bipartitismo. Oltre a questo anche il fronte anti-Veltroni all&rsquo;interno del Pd, potrebbe dare &laquo;spago&raquo; alla questione, come pretesto per attaccare il neo leader, prima della <span style="font-weight: bold;">resa finale</span> dei conti per la leadership che non tarder&agrave; a venire. Gi&agrave; possiamo indovinare un Pd accerchiato sia dall&rsquo;esterno che dall&rsquo;interno, con Veltroni ed i suoi, intenti a parare i colpi, piuttosto che fare reale opposizione alla maggioranza. Silvio Berlsuconi, per altro, sta gi&agrave; ringraziando.  <span style="font-weight: bold;">Romano Prodi</span> ha detto, poco tempo fa, che il Pd &laquo; verr&agrave; fuori alla lunga&raquo;. Parole, almeno questa volta, <span style="font-weight: bold;">indubbiamente profetiche</span>.  A rileggerci  <span class="technoratitag">Technorati Tags: <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/Veltroni">Veltroni</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/Berlusconi">Berlusconi</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/Shadow+Cabinet">Shadow Cabinet</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/Pd">Pd</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/PdL">PdL</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/governo">governo</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/maggioranza">maggioranza</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/opposizione">opposizione</a></span>]]></description>
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	<dc:creator>Il Rumore Dei Miei Venti</dc:creator>
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	<title><![CDATA[I tagli alle spese della Casta]]></title>
	<description><![CDATA[SI PARTE MALE, NON VORREMMO SI ARRIVASSE PEGGIO: SU 1000 PROPOSTE DI LEGGE SOLO TRE PUNTANO A RIDURRE I COSTI. E SONO DEL CENTROSINISTRA
Non siamo tra coloro che, una volta passate le elezioni, si liberano dei programmi elettorali dei vari partiti. Non che siamo cos&igrave; sciocchi dal pensare che essi vengano attuati completamente, ma ci si illude sempre che “qualcosina” significhino anche il giorno dopo l’esito elettorale. Essi rappresentano pur sempre, in una “democrazia compiuta”, un punto di riferimento su quanto chi appartiene ad  uno schieramento in Parlamento andr&agrave; poi a proporre.]]></description>
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